2 Dicembre 1982, a Barney Clarke il primo trapianto di cuore
2 Dicembre 1982, a Barney Clarke il primo trapianto di cuore
Il 2 dicembre 1982, Barney Clark, un dentista di 61 anni, è stato il primo uomo a ricevere un cuore artificiale, il Jarvik-7. L’operazione è avvenuta a causa della sua grave insufficienza cardiaca e la procedura ha attirato un’attenzione mediatica mondiale, si trattava di una svolta scientifica. Clark è sopravvissuto per 112 giorni dopo l’intervento prima di morire il 23 marzo 1983 a causa di complicazioni. L’ntervento fu eseguito dal cardiochirurgo statunitense William DeVries esegue il primo impianto di un cuore artificiale permanente (TAH = Total Hartificial Heart) presso la University of Utah Medical Center di Salt Lake City.
Il paziente, un dentista di 61 anni affetto da insufficienza cardiaca congestizia allo stadio terminale, era considerato ineleggibile per il trapianto cardiaco a causa della sua età e per un severo enfisema polmonare. Il device, un cuore artificiale Jarvik-7, congegnato dall’ingegnere statunitense Robert Jarvik, era fatto di alluminio e poliuretano. Il cuore artificiale non ebbe successo come strumento per la sostituzione permanente di cuori malati, ma trovò la sua applicazione clinica nell’impianto temporaneo in pazienti affetti da grave scompenso cardiaco in attesa di trapianto.
2 Dicembre 1982, a Barney Clarke il primo trapianto di cuore
Il 29 agosto 1985, un giovane di 25 anni divenne il sesto e più giovane ricevente al mondo di impianto di cuore artificiale. Fu in pratica la prima volta in cui la pompa cardiaca Jarvik-7 fu usata come ‘impianto ponte‘ per prolungare la vita del paziente fino a reperimento di un cuore naturale nuovo. Il giovane paziente ricevette un trapianto 9 giorni dopo e visse altri 5 anni. Anche in Italia si prosegue nella ricerca dei trapianti. Il 14 Novembre 1985 fu eseguito a Padova il primo trapianto di cuore nel BelPaese. Pochi giorni dopo, il 23 Novembre, lo stesso primato fu raggiunto anche all’Ospedale Niguarda con l’equipe guidata da Alessandro Pellegrini. Dal 1985 ad oggi i cardiochirurghi di Niguarda hanno effettuato oltre 1.300 trapianti di cuore, di cui 25 solo nell’ultimo anno, con un ritmo di almeno due al mese. L’11 Novembre è stata invece una giornata record, che ha visto le sale operatorie impegnate in 2 trapianti di cuore nello stesso giorno.
Claudio Russo, Direttore della Cardiochirurgia e del Trapianto del Cuore all’Ospedale Niguarda: “Il programma trapianti ha assistito a un progressivo e costante miglioramento dei risultati. Questo successo è stato guidato dal continuo perfezionamento delle tecniche e dei criteri di indicazione, dall’adozione di sistemi di supporto circolatorio meccanico in attesa del trapianto e dall’impiego di macchine innovative per migliorare la protezione dell’organo da trapiantare. Tutti sviluppi che hanno portato a un significativo miglioramento della qualità della vita e della sopravvivenza dei pazienti, che in alcuni casi ha superato i trent’anni. I risultati raggiunti dai centri italiani sono di altissimo livello e sono pienamente allineati con le più prestigiose scuole internazionali“.
Il percorso scientifico di questi primi quarant’anni, grazie alla dedizione e alle competenze dei professionisti dei centri trapiantologici italiani, ha permesso a migliaia di persone, un tempo condannate da una prognosi infausta dovuta a una grave cardiopatia, di guardare al futuro con speranza grazie a un cuore nuovo. Tutto ciò è stato reso possibile soprattutto grazie alla generosità dei donatori e delle loro famiglie.

Giornalista, Libero Professionista, rugbista.

