Accadde domani: la battaglia di Varna
Uno degli eventi cruciali per la storia dell’Europa, la battaglia di Varna fu combattuta il 10 novembre del 1444 tra le forze cristiane della coalizione, guidate dal Re di Polonia e d’Ungheria Ladislao III Jagellone, e quelle turco ottomane, guidate dal sultano Murad II. La battaglia, che fu una decisiva sconfitta per le forze cristiane, fu un duro colpo per l’Europa, e permise agli ottomani di consolidare i propri possessi nei Balcani e, successivamente, di espanderli. Tuttavia, questo evento storico viene raramente trattato nelle scuole italiane, pur essendo di fatto uno dei momenti più importanti dei conflitti che, nei secoli, posero di fronte le forze dell’Europa continentale a quelle degli Ottomani.
L’antefatto della crociata risale al 1438 quando il basileus dell'”impero” bizantino Giovanni VIII Paleologo firmò il trattato di riunificazione della chiesa ortodossa con quella cattolica, al fine di ingraziarsi il papa e i favori dell’occidente cristiano, cercando un aiuto contro l’infinitamente più potente sultanato turco. Per andare in soccorso ai bizantini e anche al Regno d’Ungheria, il papa Eugenio IV nel 1443 proclama una crociata contro gli ottomani, a cui si unirono, oltre l’Ungheria e la Polonia già citate, la Boemia, la Serbia, la Bosnia, la Transilvania e la Valacchia. Inizialmente la coalizione cristiana, complice i molteplici fronti di guerra in quel momento attivi per gli ottomani, ottenne grandi successi, al punto da costringere il sultano a firmare un accordo di pace vantaggioso per la coalizione.
Ma il pontefice non si accontentava delle “piccole briciole” ottenute con quel trattato, e perciò intimò alla coalizione di continuare la guerra per scacciare totalmente gli ottomani dall’Europa. Le forze cristiane quindi ripresero a marciare verso le terre ottomane, questa volta con l’aiuto dei veneziani, che occuparono i mari compresi tra l’Anatolia e la penisola balcanica. Venuto a conoscenza dei movimenti della coalizione, Murad II decise di ignorare totalmente gli altri fronti di guerra e di schierare immediatamente tutto l’esercito nei Balcani.
La battaglia di Varna
I numeri degli ottomani erano decisamente superiori a quelli dei cristiani: si parla di almeno il doppio degli effettivi (sessantamila contro tra i venti e i trentamila) e, nonostante un vantaggio iniziale, le forze ungheresi andarono in rotta nel momento in cui Ladislao III caricò contro le truppe ottomane, venendo massacrato dal fuoco dei giannizzeri. Il resto della battaglia fu un disastro per i crociati, con perdite che si attestarono intorno alle quindicimila unità.
Da questa battaglia gli ottomani ottennero una posizione dominante nello scacchiere balcanico, che di lì a poco si sarebbe concretizzata con la conquista dei pochi territori bizantini rimasti, con la caduta di Costantinopoli nel 1453. Da quest’ultimo evento, grazie alla conoscenza che i rifugiati del fu impero portarono in occidente, e in particolare in Italia, si ampliò uno dei movimenti culturali più importanti per la storia dell’umanità: il Rinascimento.

