A partire dal 2023 i veicoli elettrici godranno di una significativa riduzione dei pedaggi lungo le autostrade europee. Questo provvedimento è parte della normativa sulla tariffazione stradale (road charging) recentemente discussa dall’Unione Europea. L’intento è favorire la transizione verso la mobilità elettrica e agevolare così chi guida mezzi meno inquinanti.

I criteri d’applicazione

Inizialmente l’agevolazione riguarderà i veicoli commerciali pesanti, ma successivamente l’ambito di applicazione delle norme sarà esteso in modo da disciplinare anche altri veicoli cui gli Stati membri potrebbero voler applicare diritti, come autobus, furgoni o autovetture. I Paesi avranno la possibilità di applicare pedaggi e diritti d’utenza per ciascun tipo di veicolo, indipendentemente gli uni dagli altri. Gli Stati membri possono anche prevedere aliquote dei pedaggi ridotte e diritti di utenza ridotti o esonerare determinati veicoli dall’obbligo di pagare il pedaggio o il diritto di utenza in particolari condizioni.

Ciò che cambierà, rispetto al sistema attuale, è che gli oneri saranno calcolati sulla base delle emissioni di CO2, e la differenziazione si baserà sulle norme vigenti in materia. Queste le direttive per i veicoli nuovi, mentre per la flotta esistente sarà possibile continuare ad applicare l’attuale differenziazione basata sulle categorie di emissione EURO.

Tutti gli Stati membri che applicano la tariffazione stradale avranno tempo fino alla fine del 2022 per recepire la normativa. Questa agevolazione si aggiungerà a quelle già esistenti, ovvero l’esenzione dal pagamento bollo e i costi di assicurazione ridotti.

Dal 2023, quindi, sulle autostrade europee il pedaggio verrà calcolato non solo rispetto ai chilometri percorsi, ma tendendo conto anche delle emissioni di CO2, con una formula specifica di indicizzazione e in questo modo i veicoli elettrici otterranno il massimo sconto.

Il Consiglio Europeo

Il Consiglio ha dimostrato la sua volontà di raggiungere gli obiettivi in materia di sostenibilità e ambiente nei trasporti su strada. La revisione della tariffazione stradale non riguarderà soltanto l’inquinamento atmosferico e acustico, ma anche le emissioni di CO2” ha spiegato Andreas Scheuer, Ministro Federale tedesco dei Trasporti e delle Infrastrutture Digitali, Presidente del Consiglio Europeo.

In questo modo saranno incentivati i trasporti più puliti ed efficienti, contribuendo a ridurre le emissioni e a contrastare efficacemente il riscaldamento globale.

L’applicazione della normativa negli Stati membri

Attraverso la normativa, gli Stati membri ricevono dal Consiglio Europeo gli strumenti necessari a riscuotere i diritti per l’utilizzo delle strade, con l’obiettivo finale di ridurre l’inquinamento causato dai trasporti, migliorare i flussi di traffico e recuperare i costi delle infrastrutture, sia per quanto riguarda la costruzione che esercizio e la manutenzione.

Ogni Stato può scegliere il proprio modello di tariffazione preferito, adattandolo alle specifiche caratteristiche geografiche, di densità demografica e di reti stradali. Per esempio, esistono tariffazioni basate sulla durata della percorrenza e non solo sulla distanza.

Un lungo percorso verso le zero emissioni

La normativa deriva da un percorso iniziato nel maggio 2017, quando la Commissione Europea ha  presentato la proposta di revisione della direttiva Eurobollo nell’ambito del primo pacchetto sulla mobilità.

All’interno dell’Unione Europea, la tariffazione stradale resta una scelta nazionale e gli Stati membri possono quindi decidere se introdurla o meno sul loro territorio. Tuttavia, se decidono di riscuotere i diritti devono attenersi ad alcune norme comuni a livello europeo, per non provocare distorsioni della concorrenza tra gli operatori dei trasporti, mentre gli oneri possono essere modulati per ridurre l’inquinamento dovuto al trasporto.

La strada tracciata dall’UE è chiara: incentivare e promuovere il passaggio ad una mobilità sostenibile, facendo leva su tutti gli strumenti disponibili. Ecco perché in futuro potremo aspettarci sempre più provvedimenti volti a premiare i veicoli a zero emissioni.

Fonte:  Consiglio dell’Unione Europea