Caso Orlandi, al Ris analisi genetiche su un flauto forse appartenuto a Emanuela

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Settembre 10, 2026
Caso Orlandi, al Ris analisi genetiche su un flauto forse appartenuto a Emanuela

Nuovo possibile elemento nelle indagini sulla scomparsa di Emanuela Orlandi, la cittadina vaticana svanita nel nulla a Roma il 22 giugno 1983. Nei laboratori del Ris dei Carabinieri di Tor di Quinto sarebbero in corso accertamenti su un flauto che potrebbe essere appartenuto alla ragazza.A riferirlo è stato Gianluigi Nuzzi, conduttore della trasmissione “Dentro la notizia”, in un video pubblicato sui profili social del programma. Secondo quanto spiegato dal giornalista, nei laboratori del Ris sarebbero stati aperti alcuni pacchi e in uno di questi sarebbe stato trovato lo strumento musicale, che ora dovrà essere sottoposto ad analisi genetiche.”In queste ore i consulenti e i genetisti stanno verificando un flauto nel laboratorio dei Ris”, ha spiegato Nuzzi, precisando che gli accertamenti dovranno chiarire se si tratta dello stesso flauto già indicato negli anni scorsi da Marco Fassoni Accetti oppure di un reperto diverso.Nel laboratorio di Tor di Quinto sarebbero stati convocati anche i consulenti della difesa di Accetti, ex fotografo e cineasta, oggi 71enne, indagato nel nuovo procedimento aperto dalla Procura di Roma sulla scomparsa di Emanuela Orlandi. Il suo legale, l’avvocato Giancarlo Germani, ha confermato di trovarsi al Ris, senza però fornire ulteriori dettagli.Il flauto rappresenta un elemento già emerso in passato nella complessa vicenda. Accetti aveva infatti sostenuto di aver rinvenuto uno strumento musicale riconducibile a Emanuela Orlandi. Un’attribuzione che, tuttavia, era stata contestata dal maestro di flauto della ragazza, Loriano Berti.Nel corso dei lavori della Commissione parlamentare di inchiesta sulla scomparsa di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori, Berti aveva dichiarato che il flauto trovato da Accetti non fosse quello utilizzato dalla giovane.Ora saranno gli accertamenti genetici dei Carabinieri del Ris a dover stabilire se il reperto possa contenere tracce utili a chiarirne la provenienza e, soprattutto, se possa essere collegato a Emanuela. Si tratta di verifiche ancora in corso, il cui esito potrebbe fornire nuovi elementi nell’inchiesta sulla scomparsa della ragazza, rimasta senza una soluzione definitiva dopo oltre quarant’anni.