Topolino e Minnie di Steamboat Willie sono (finalmente) di dominio pubblico
Nonostante i numerosi sforzi della Disney per prolungare il più possibile il copyright delle sue opere, il primo gennaio 2024 Topolino e Minnie del 1928 sono inevitabilmente diventati di dominio pubblico dopo ben 95 anni.
Gli sforzi della Disney sul copyright
Generalmente la tutela della proprietà intellettuale di un opera e dei suoi relativi personaggi era permessa per un periodo di 75 anni dopo la morte dell’autore per poi essere riconosciuta come dominio pubblico e quindi utilizzabile liberamente senza pagare i relativi diritti.
Nel caso della Disney, grazie ad una forte pressione esercitata insieme ad altri grossi detentori di diritti di opere molto note, la riforma del Congresso del 1998 in materia di copyright estese questo limite temporale a 95 anni permettendo quindi di sfruttare molto più a lungo le proprie royalties oltre a poter perseguire legalmente chiunque utilizzasse impropriamente personaggi e contenuti delle proprie opere.
Il ruolo fondamentale avuto dalla nota casa di animazione fece sì che i detrattori rinominassero questa riforma in “Mickey Mouse Protection Act“.

La scadenza del copyright è comunque un evento inevitabile nel mondo creativo proprio per permettere che da opere del passato possano comunque nascere nuovi prodotti culturali e di intrattenimento ed è proprio per questo che numerose attività del settore creano più versioni dei propri personaggi da far apparire in momenti successivi così da proteggersi da eventuali imitazioni della concorrenza oltre a tutelare per periodi più lunghi i propri prodotti più redditizi.
Non è quindi un caso che la Disney abbia precisato che la a diventare di dominio pubblico sarà solo la prima versione di Mickey Mouse (quella apparsa per la prima volta in Steamboat Willie): in bianco e nero con naso a punta da ratto, occhi senza pupille e lunga coda.
Tutte le altre versioni di Topolino saranno invece ancora oggetto di copyright e protette con la solita ferocia con cui il settore legale della Disney si è contraddistinto. Di conseguenza quello che oggi è ritenuto il “classico” Mickey Mouse (con i pantaloncini rossi e i guanti bianchi) dal grande pubblico è ancora monopolizzato dalla casa americana.
Gli effetti di questo evento
Ora che anche il novantacinquesimo anno di copyright è terminato, la Disney non potrà più chiedere il pagamento delle royalties né tantomeno potrà opporsi all’uso dei personaggi apparsi nel 1928 con Steamboat Willie in nuove opere.
Ovviamente questo permetterà a tantissimi artisti e realtà indipendenti di cavalcare l’onda generata da questa notizia per rilasciare contenuti di qualsiasi genere e sfruttare a propria volta i personaggi che hanno creato la fortuna di Walt Disney.
Non è quindi un caso che tantissimi abbiano sfruttato questo evento nella scelta delle date di lancio e rilascio dei propri prodotti: basti pensare allo stile utilizzato nel videogioco “Mouse” di Fumi Games (previsto per il 2025) o al gioco horror “Infestation: Origins” di Nightmare Forge Games (previsto in accesso anticipato nel 2024).

Laureato in giurisprudenza con tesi in logica ed informatica giuridica e praticante avvocato.
Da sempre appassionato al mondo nerd ed alla musica, frequenta il mondo del cosplay e delle fiere del fumetto da più di dieci anni.
Presidente e co-fondatore dell’Associazione Drian Cosplay&Art.

