Coyote vs. Acme: la satira brillante che ha rischiato di non esistere

Di — In Cultura e Società
Settembre 09, 2026
Personaggio animato di un coyote in piedi su una scogliera desertica che guarda attraverso un binocolo, con una cassa di legno marchiata Acme e una fionda gigante al suo fianco.

Ci sono film che entrano nella storia del cinema non solo per il loro valore artistico, ma per la complessa vicenda produttiva che li accompagna. Coyote vs. Acme ne è forse l’esempio più emblematico degli ultimi anni: diretto da Dave Green e prodotto (tra gli altri) da James Gunn, il film unisce l’animazione classica dei Looney Tunes al live-action live per raccontare la definitiva resa dei conti tra Willy il Coyote e la multinazionale responsabile di tutti i suoi fallimenti. La premessa narrativa è tanto semplice quanto geniale. Dopo decenni passati a subire incidenti rovinosi a causa di prodotti difettosi — incudini cadenti, razzi difettosi, catapulte malfunzionanti —, Wile E. Coyote decide che ne ha abbastanza. Sfinito, dolorante e sull’orlo del baratro, sceglie di citare in giudizio la Acme Corporation, il gigantesco conglomerato industriale che gli ha fornito per anni strumenti palesemente pericolosi. Ad assisterlo nella causa c’è un avvocato umano sfortunato e di scarso successo (interpretato con grande garbo da Will Forte), che si trova a dover fronteggiare l’imponente ed efferato team legale della Acme, guidato dall’impostato e spietato avvocato d’affari interpretato da John Cena.

Il vero punto di forza di Coyote vs. Acme è la sua scrittura. Sotto la superficie della classica slapstick comedy a base di esplosioni, cadute da dirupi e cartelli dipinti sulle pareti di roccia, si cela una critica spietata al capitalismo monopolistico, all’assenza di responsabilità delle grandi multinazionali e all’assurdità del sistema giudiziario. L’integrazione tra l’animazione 2D del Coyote e gli ambienti in live-action è magistrale. Il film rispetta fedelmente la regola aurea dei cartoni di Chuck Jones: Wile E. Coyote non parla mai, esprimendosi esclusivamente tramite la mimica facciale, i gesti e i celebri cartelli di legno. La recitazione “muta” dell’animazione si sposa in modo sorprendente con i tempi comici del cast umano. Will Forte regala grande umanità e dolcezza al suo personaggio, creando un legame di sincera empatia con il Coyote (entrambi, a loro modo, sono due “perdenti” del sistema). John Cena si conferma impeccabile nei ruoli comici, offrendo una performance sopra le righe nei panni del cinico rappresentante della corporazione.

Coyote vs. Acme non è soltanto un’operazione nostalgia riuscita, ma una delle commedie più originali, divertenti e ritmate degli ultimi anni. Capace di far ridere a crepapelle i più piccoli con la sua comicità visiva e di conquistare gli adulti con una sceneggiatura arguta e stratificata, il film dimostra che i personaggi dei Looney Tunes hanno ancora moltissimo da dire nel panorama cinematografico contemporaneo. Un’opera che merita di essere vista e celebrata, sia per la straordinaria qualità del risultato finale, sia come simbolo di quanto l’arte e la creatività debbano sempre prevalere sulle mere logiche di bilancio aziendale.