Attacco a Washington: feriti due soldati, un arresto
Washington, 27 Novembre 2025: Una sparatoria a ridosso della Casa Bianca ha sconvolto il cuore politico degli Stati Uniti e ha riacceso un incendio polemico che il presidente Trump cavalca con forza. Due membri della Guardia Nazionale, un uomo e una donna impegnati nel discusso programma federale di pattugliamento urbano, sono stati colpiti e sono in condizioni critiche. Il presunto attentatore ferito e fermato, è un cittadino Afghano di 29 anni arrivato negli Usa nel 2021.
Trump accusa Biden dopo l’attacco
Secondo fonti della sicurezza citate da CBS News, l’uomo avrebbe agito da solo, usando una pistola, e al momento non starebbe collaborando con gli investigatori. Trump, intervenendo dalla Florida nel pieno delle celebrazioni del Ringraziamento, ha definito l’azione un atto di terrorismo. Inoltre ha accusato l’amministrazione di Biden di aver portato nel paese il sospettato nel settembre del 2021, annunciando una sospensione immediata di tutte le richieste d’ingresso da parte di cittadini afghani.
Un passato nelle operazioni americane in Afghanistan
Secondo diverse reti televisive statunitensi, tra cui Fox News, l’uomo arrestato avrebbe in passato collaborato con l’esercito statunitense e con la CIA in Afghanistan. Sarebbe giunto negli Stati Uniti nel caos seguito al ritiro delle truppe americane nell’autunno nel 2021. Un profilo che rischia di incendiare ancor di più il dibattito politico sul controllo degli ingressi in Afghanistan. L’uomo artefice della sparatoria, aveva presentato domanda di asilo negli USA nel 2024. La richiesta era stata accettata dall’amministrazione Trump nell’Aprile del 2025.
La dinamica: il panico tra i passanti
Chi si trovava nei pressi dell’incrocio vicino alla stazione della metro Farragut West ha raccontato una scena improvvisa e caotica. “ Ho sentito una raffica di spari, poi tutti hanno iniziato a correre“, riferisce Angela Perry, 42 anni, che stava rientrando a casa con i suoi due figli. Nel giro di minuti l’area è diventata un teatro operativo: cordoni di sicurezza, agenti armati e un elicottero a sorvolare il centro città. Sui social è circolato un fotogramma che mostrerebbe il sospettato poco prima dell’attacco. L’episodio cade nel momento più caldo della controversa operazione con cui Trump ha imposto la presenza della Guardia Nazionale nelle città dominate da amministrazioni democratiche, da Washington a Los Angeles fino a Memphis. Il segretario alla difesa Pete Hegset ha annunciato un ulteriore rafforzamento del dispositivo: altri 500 militari, per un totale di 2500 solo nella capitale. La decisione però, è già stata dichiarata illegittima da un giudice federale la scorsa settimana, alimentando una battaglia istituzionale che sembra destinata ad accentuarsi.
Un Paese sospeso tra sicurezza e legalità
Resta un’intera nazione a interrogarsi su ciò che verrà: l’attacco non lascia solo feriti, ma un’ombra lunga che si proietta sulla nazione, alimentando interrogativi urgenti su sicurezza, legalità e responsabilità istituzionali. Un episodio che, per gravità e simboli coinvolti, rischia di diventare il punto di svolta di una fase già tesa, costringendo il Paese a guardarsi allo specchio e decidere in quale direzione intende muoversi.

