Bimba morta a Bordighera, arrestato il compagno della madre
Svolta nelle indagini sulla morte della bambina di due anni trovata senza vita a Bordighera il 9 febbraio scorso. I carabinieri hanno arrestato Manuel Iannuzzi, compagno della madre della piccola, con l’accusa di maltrattamenti aggravati dalla morte della bambina. L’uomo era già indagato, insieme alla donna, per omicidio preterintenzionale.
Anche la madre della piccola, già detenuta nel carcere di Genova, ha ricevuto un’analoga ordinanza di custodia cautelare. Secondo quanto emerso dall’inchiesta coordinata dalla Procura di Imperia, la donna avrebbe trasportato in auto la figlia ormai deceduta per diverse ore prima di chiedere aiuto.
Determinanti per la svolta investigativa sarebbero state le dichiarazioni delle due sorelline della vittima, che dopo essere state allontanate dal contesto familiare e inserite in una struttura protetta hanno iniziato un percorso psicologico. Le bambine hanno raccontato una versione dei fatti differente rispetto a quella fornita nelle ore successive alla tragedia. Agli inquirenti avrebbero riferito che, nel tentativo di far riprendere la sorellina, gli adulti l’avrebbero immersa sott’acqua e successivamente le avrebbero somministrato dello zucchero, senza però richiedere l’intervento dei medici.
Nel corso delle indagini sono inoltre emersi elementi particolarmente gravi. Nel telefono cellulare sequestrato a Iannuzzi sarebbero state trovate fotografie della bambina con il volto tumefatto, compatibili con presunti episodi di violenza. Gli investigatori avrebbero inoltre acquisito un video in cui alla piccola viene imposto di fumare una sigaretta mentre gli adulti presenti ridono e la bambina piange.
L’autopsia ha evidenziato numerose lesioni sul corpo della vittima e un trauma cranico ritenuto compatibile con le cause del decesso. Ulteriori accertamenti eseguiti dai carabinieri del Ris di Parma hanno portato al ritrovamento di tracce di sangue sia nell’auto utilizzata dalla madre sia nell’abitazione del compagno a Perinaldo.
La Procura sottolinea che le indagini sono ancora in corso e che si attendono i risultati definitivi della perizia autoptica e delle analisi scientifiche. Tuttavia, il quadro indiziario raccolto fino a questo momento è stato ritenuto sufficiente per richiedere e ottenere i provvedimenti cautelari nei confronti dei due indagati.
La vicenda era emersa la mattina del 9 febbraio, quando la madre aveva chiamato i soccorsi sostenendo che la figlia avesse problemi respiratori. I sanitari, giunti nell’abitazione, avevano però notato lividi e segni sospetti sul corpo della bambina, allertando immediatamente le forze dell’ordine. Gli accertamenti successivi hanno progressivamente portato gli investigatori a ipotizzare un quadro di maltrattamenti protratti nel tempo culminati con la morte della piccola.

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