Caso Striano, la Procura di Roma chiede il processo per l’inchiesta sui presunti accessi abusivi alle banche dati
La Procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio per Pasquale Striano, finanziere, e per Antonio Laudati, ex sostituto procuratore della Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo, nell’ambito dell’inchiesta sulla diffusione di informazioni riservate e sui presunti accessi abusivi a sistemi informatici delle forze dell’ordine e della banca dati della Dna.
Secondo l’impostazione dei magistrati, al centro del procedimento ci sarebbero consultazioni considerate irregolari di archivi riservati e la successiva circolazione di informazioni protette. Le accuse, contestate a vario titolo in base alle singole posizioni, riguardano ipotesi di accesso abusivo a sistema informatico, rivelazione e utilizzazione di segreti d’ufficio e falso.
L’inchiesta coinvolge circa una ventina di indagati. Nel procedimento compaiono anche alcuni giornalisti. Per una posizione è stato disposto uno stralcio, con richiesta di archiviazione da parte dei magistrati.
La vicenda richiama l’attenzione sul tema della sicurezza delle banche dati pubbliche, strumenti fondamentali per il lavoro investigativo e giudiziario. Archivi di questo tipo contengono informazioni sensibili su persone, imprese, procedimenti e attività istituzionali. Per questo motivo il loro utilizzo richiede controlli rigorosi, tracciabilità degli accessi e responsabilità chiare.
Il caso resta ora affidato al percorso giudiziario. La richiesta di rinvio a giudizio rappresenta una fase del procedimento e sarà il giudice a valutare le posizioni degli indagati. La vicenda, intanto, apre una riflessione più ampia sul rapporto tra tecnologia, privacy, sicurezza dello Stato e tutela dei cittadini.

