Garlasco, nuova perizia: tracce di Dna sulle unghie di Chiara compatibili con la linea paterna di Sempio
Una nuova analisi riapre il dibattito sul delitto di Garlasco. La genetista Denise Albani, incaricata dal gip di Pavia nell’ambito dell’incidente probatorio, ha segnalato la compatibilità tra l’aplotipo Y rilevato sulle unghie di Chiara Poggi nel 2007 e la linea genealogica maschile di Andrea Sempio, oggi 38enne e amico d’infanzia del fratello della vittima. Secondo le anticipazioni inviate alle parti, si tratterebbe di una “piena concordanza”, circoscritta a un gruppo molto ristretto di individui imparentati sulla linea paterna.
La comunicazione preliminare, recapitata via posta certificata, anticipa la perizia definitiva attesa per i primi giorni di dicembre, che sarà poi discussa in udienza il 18 del mese. La valutazione rappresenta un netto scarto rispetto alle conclusioni del genetista Francesco De Stefano, che nel 2014 — nell’ambito dell’Appello bis che portò alla condanna di Alberto Stasi — aveva giudicato la traccia “non consolidata”.
Sempio: “Sono innocente, mi amareggiano le indiscrezioni”
Dopo l’emergere delle anticipazioni, Sempio ha espresso forte disappunto per la diffusione di dettagli tecnici prima del deposito formale della perizia. Ribadisce tuttavia di confidare nel lavoro dei suoi consulenti per dimostrare la propria estraneità ai fatti, posizione che sostiene da anni.
La difesa: “Dati deboli e campioni degradati”
I legali e i consulenti di Sempio contestano il peso attribuito agli esiti biostatistici. A loro giudizio, la traccia sarebbe parziale, degradata, mista e dunque priva della solidità necessaria per analisi comparative affidabili. Inoltre, sottolineano la possibilità di una contaminazione indiretta, cioè il trasferimento del materiale genetico tramite un oggetto anziché un contatto diretto.
La posizione dei consulenti della famiglia Poggi
Critici anche i tecnici nominati dai familiari di Chiara, secondo cui i dati utilizzati non avrebbero le caratteristiche per essere ritenuti affidabili. Ricordano che nel 2014 la stessa traccia era stata giudicata non idonea alla comparazione e che risultati non replicabili non possono essere considerati validi.
Inoltre, riferiscono che la documentazione biostatistica non sarebbe arrivata tempestivamente ai loro studi. Una successiva comunicazione della gip ha invitato le parti a depositare osservazioni scritte entro pochi giorni dall’udienza del 18 dicembre.
Cosa emerge dagli approfondimenti della nuova perizia
La genetista Albani ha spiegato che le precedenti analisi sarebbero state condotte su campioni non omogenei e che l’aplotipo Y ottenuto oggi è parziale e non identificativo del singolo individuo, essendo condiviso da tutti i soggetti di una stessa linea paterna. Pur con queste limitazioni, secondo la perita i marcatori disponibili bastano per indicare una “concordanza piena” con la linea genealogica di Sempio.
Il nodo centrale, che sarà discusso in aula il 18 dicembre, riguarda come quel materiale genetico possa essere finito sulle unghie di Chiara, le ipotesi sarebbero:
Impronte da contatto diretto durante l’aggressione, oppure tramite trasferimento indiretto, ipotesi legata alle frequentazioni di Sempio nell’abitazione dei Poggi.

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