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18esimo anniversario dalla scomparsa di Ciccio e Torre

“ Vi ricorderemo come due fratellini uniti, coraggiosi, che con la sola forza dell’amore hanno provato ad aiutarsi l’uno con l’altro, senza pensarci due volte, senza paura, con la sola voglia di farcela.Due angeli che illumineranno il nostro cammino, sarete sempre presenti e vivi nei nostri ricordi, ciao Ciccio e Tore”.

Questo il ricordo dalla madre Rosa Carlucci e dalla sorella Filomena in occasione del 18º anniversario della scomparsa di Francesco e Salvatore Pappalardi. Una breve lettera ma soprattutto una vicenda che fa stringere il cuore in petto.

Ma cos’è successo con esattezza? Era il 5 giugno 2006 a Gravina di Puglia (Bari), quando di Ciccio e Tore, all’epoca dei fatti di 13 e 11 anni, si persero le tracce mentre giocavano fuori alla propria abitazione. Il primo a denunciare la scomparsa, alle ore 23 : 40,  fu il padre Filippo con il quale i due fratellini vivevano da appena 20 giorni.

18esimo anniversario dalla scomparsa di Ciccio e Torre

Immediatamente partirono le ricerche esplorando fiumi, torrenti, campagne, fognature e casolari. Numerose furono le ipotesi avanzate in merito alla scomparsa: pedofilia, tratta di bambini e i nomadi. Ma di loro nessuna traccia fino al 25 febbraio 2008, quando verso le 19 i Vigili del Fuoco furono chiamati in via della Conciliazione, nella nota “Casa delle 100 stanze”, per trarre in salvo un bambino precipitato in un pozzo che conduceva ad una cisterna.

Fu quindi per mero caso che furono rinvenuti anche i corpicini dei due fratellini. Fu l’autopsia a ricostruire le cause della morte. Ciccio sarebbe caduto nel pozzo per primo e sarebbe morto a seguito dell’emorragia dovuta all’impatto. Tore invece sarebbe sopravvissuto all’impatto e avrebbe tentato vanamente di arrampicarsi alle pareti del pozzo per risalire. Sconfitto da stenti e dolore sarebbe deceduto a causa di un’emorragia.

Dopo essere stato arrestato con l’accusa di omicidio, il padre di Ciccio e Tore venne scagionato dalla perizia medico-legale che accertava il decesso per caduta accidentale. Sentenza di assoluzione che però non convince la madre e la sorella dei due fratellini che nel mese di marzo di quest’anno presentano istanza per la riapertura delle indagini.

Questo il commento delle due donne: “Riteniamo che due bambini in tenera età non possano essersi recati spontaneamente in un casolare sperduto poco prima di mezzanotte. Furono indotti o costretti a recarsi lì. Noi non puntiamo il dito contro nessuno, e con questa istanza offriamo degli spunti perché pensiamo che le indagini vadano riaperte”.