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Oggi, presso il Tribunale di Palermo, ha preso il via il processo per la violenza di gruppo perpetrata la notte del 7 luglio 2023 in un cantiere abbandonato del Foro Italico, nel capoluogo siciliano. Sei giovani palermitani, tutti ancora detenuti, sono imputati dell’accusa di aver stuprato una ragazza, ora ventenne. Un settimo ragazzo è coinvolto nello stupro di gruppo, ma essendo minorenne al momento dei fatti, è stato già condannato a 8 anni e 8 mesi di carcere dal Tribunale dei Minori di Palermo.

La vittima, attualmente, non è presente in aula a causa della sua situazione di “libertà limitata alla casa rifugio“. Secondo la sua avvocata Carla Garofalo, la giovane è soggetta a un ambiente tossico a Palermo, subendo continue aggressioni e insulti per strada. Dopo aver denunciato una recente aggressione con minacce, è stata trasferita in una casa rifugio a partire da Pasquetta.

Il rito abbreviato

I sei imputati hanno scelto il rito abbreviato, mentre la Procura, rappresentata dal Procuratore aggiunto Laura Vaccaro, aveva richiesto il giudizio immediato. Gli imputati hanno sempre sostenuto che i rapporti con la giovane sarebbero stati consenzienti.

I legali della difesa hanno presentato due video come prova: uno mostra la ragazza che offre da bere e mostra il cellulare ai giovani, mentre l’altro mostra le telecamere nella zona del Foro Italico, dimostrando, secondo la difesa, che la giovane non sarebbe stata costretta a seguire i ragazzi sul luogo dell’aggressione.

Il gup di Palermo Cristina Lo Bue si è riservata per decidere sulla costituzione di parte civile, la cui riserva sarà sciolta il prossimo 29 aprile. Dieci associazioni, tra cui Udi Palermo, Associazione Millecolori Onlus e il Comune di Palermo, hanno chiesto di costituirsi parte civile nel processo.

Il procedimento continua a destare grande interesse e suscitare dibattiti sulla tutela delle vittime e sulle modalità di giustizia nei casi di violenza sessuale di gruppo.