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Ad Andria, in Puglia, Luigi Leonetti ha ucciso brutalmente la moglie Vincenza Angrisano di 42 anni, pugnalandola di fronte ai propri figli. L’orribile atto è avvenuto all’interno di un rimessaggio in un’area rurale della città.

Il sospettato, dopo aver compiuto il delitto, ha contattato il servizio di emergenza 118 ed ha confessato: “Ho ucciso mia moglie“. Gli operatori sanitari, rispondendo alla chiamata, hanno sentito le urla dei bambini e hanno immediatamente allertato le forze dell’ordine.

L’uomo è stato portato in caserma e fermato dalle autorità, che ora stanno indagando sull’accaduto sotto il coordinamento della Procura di Trani.

Si è appreso che la vittima aveva deciso di separarsi dal marito circa un mese prima, ma viveva ancora nella stessa casa.

Le testimonianze della collega

Testimonianze provenienti da una collega della vittima hanno indicato che la relazione tra i coniugi era deteriorata e che la donna desiderava cambiare casa.

La collega, visibilmente scossa dalla notizia, ha dichiarato: “Era la mia responsabile e quando ho saputo che era stata accoltellata a morte sono voluta venire qui per capire se davvero fosse lei”.

Le indagini

Leonetti avrebbe ripetutamente colpito la moglie all’addome e al torace senza lasciarle scampo. Attualmente, le forze dell’ordine stanno eseguendo rilievi nella casa della coppia mentre una psicologa del centro del trauma della Asl Bat sta fornendo supporto ai figli della coppia, di 6 e 11 anni.

I parenti hanno preso in custodia i bambini

Parenti della vittima si sono recati sul luogo del crimine per prendersi cura dei figli di Vincenza e Luigi, esprimendo disprezzo per il gesto compiuto dal sospettato. Uno dei fratelli di Leonetti ha commentato: “Ci ha fatto vergognare, ha rovinato la famiglia”.

La reazione della politica

L’assessore al Welfare della Regione Puglia, Rosa Barone, ha espresso il suo profondo dolore per l’accaduto, sottolineando la necessità di una risposta efficace e continua contro la violenza sulle donne.

Il femminicidio è un fenomeno allarmante e purtoppo sempre più diffuso, che richiede azioni concrete per prevenirlo e contrastarlo.

La tragedia di Andria evidenzia ancora una volta l’urgenza di affrontare questo grave problema sociale e culturale.