Per quanto riguarda il settore della tecnologia, una delle notizie più interessanti riguarda sicuramente la proposta della Commissione europea che concerne sull’utilizzo di un caricabatteria universale, cioè dare come standard per tutti gli apparecchi e dispositivi la usb-c.

La soluzione verte su una vecchia e fastidiosa questione: i caricabatterie smaltiti e inutilizzati, rappresentano attualmente circa 11.000 tonnellate annue di rifiuti. Attualmente ci sono circa 30 differenti modelli di caricabatterie per dispositivi mobili quali smartphone e tablet, senza considerare naturalmente i laptop, che sono di categoria differente. La proposta della Commissione europea sarebbe di passare dai modelli correnti, fino a un numero massimo di tre tipologie di caricabatterie. Naturalmente Apple e altre aziende leader nel settore non hanno gradito questa proposta. Tutti conosceranno almeno per sommi capi la filosofia e l’idea che c’è dietro i prodotti dell’azienda di Cupertino. Si tratta di una prerogativa e di un tratto distintivo univoco, che da sempre caratterizza i prodotti con la mela. Eppure il problema di gestire per ogni dispositivo un minimo di tre caricabatterie, senza considerare l’alto livello di obsolescenza programmata per questo tipo di hardware è al centro del primo Memorandum of Understanding proposto proprio dalla Commissione europea. 

Il punto della questione

Sono sempre di più gli utenti che oggi utilizzano device mobili come smartphone e tablet per lavoro, svago, per acquisire informazioni e per altre attività di tipologia videoludica. Anche le piattaforme di streaming si sono adeguate a questo tipo di utilizzo parallelo, dato che molti iscritti a Prime Video, Netflix e via dicendo, accedono regolarmente attraverso tablet e smartphone per seguire le loro serie tv e altro materiale audiovisivo. Del resto che l’offerta si stesse orientando verso questo tipo di tecnologia mobile era già evidente in Italia a partire dal 2014-2016, quando il gioco online si stava sviluppando e orientando verso questo tipo di device.

Streaming video: l’offerta attuale

Subito dopo il boom ottenuto da Netflix per il mercato europeo, ci sono stati altri attori che sono entrati nel settore dello streaming video e dell’home entertainment, anche se a parte Infinity, le cose erano piuttosto statiche fino all’intervento di Amazon con Prime Video e di Disney Plus, Now Tv e Tim Vision. Il 2020 ha rappresentato una svolta evidente, dato che per la prima volta la leadership di Netflix e di Infinity è stata messa in discussione dai diretti competitor. Oggi assistiamo a un numero crescente di realtà e di piattaforme dedicate allo streaming video, con serie tv, documentari, programmi televisivi e naturalmente film in prima visione. Anche la proposta degli eventi sportivi live ha avuto un incremento per merito della politica aggressiva di Amazon e soprattutto di Dazn. Non è un caso se il modo di concepire l’home video sia radicalmente cambiato nel giro degli ultimi 5-6 anni.

Il circuito del gioco digitale in Italia per il 2021

Durante il mese di agosto la spesa complessiva relativa ai casinò games ha superato quota 130 milioni di euro, denotando come il settore sia in netta espansione e in crescita rispetto allo scorso anno, che già era stato un periodo proficuo per il segmento del gioco online. Tuttavia la crescita del 38% rappresenta il punto percentuale più elevato di questi anni, un dato che fa emergere come il cambio di passo derivato dall’utilizzo dei device mobili abbia ottenuto riscontri tangibili per tutta la filiera dell’intrattenimento. Abbiamo visto che realtà che operano in questo circuito come ad esempio https://casino.netbet.it/ stanno puntando sempre più su attrattive di vario genere e tipologia, privilegiando giochi come blackjack, baccarat, roulette europea e slot machine digitali con jackpot progressivi.