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Chi e’ senza peccato scagli la prima pietra. Tutti colpevoli nessuno escluso, se l’invasore Putin e’ un assassino, termine tra i più ricorrenti dall’ inizio del conflitto, i 42 Paesi che sostengono l’ Ucraina su dictat di Biden art director dell’Alleanza atlantica sono tutti animati da spirito guerrafondaio. Il Presidente americano, debole di salute , instabile nell’ intelletto, deludente nella gestione del potere, credibilità ai minimi storici, ha chiesto al Congresso di autorizzare 33 miliardi di dollari per l’Ucraina suddivisi in armi, cibo, aiuti per la popolazione.

L’Inghilterra si e’ spinta oltre, con una task Force di 8000 uomini ai confini con l’Ucraina , supportati da mezzi pesanti, armi agili di nuova generazione Biden ha messo in scena la grande ipocrisia, dichiarando che l’America non e’ in guerra contro la Russia , ricopre un ruolo di sostegno all’ Ucraina , perché Putin sia sconfitto. L’ Europa alleata di ferro si allinea, segue le indicazioni del Pentagono applica sanzioni, il sesto pacchetto sarà pronto mercoledì prossimo, oggetto l’ embargo di petrolio russo.

Il Cremlino tramite Lavrov e la portavoce Maria Sackarova invita a non alzare troppo il tiro. Un braccio di ferro quotidiano tra bombe, missili, razzi che piovono sull’Ucraina e anche su Mosca colpiti 4 depositi di carburante. La risposta di Putin non si fa attendere, durante la visita di Gutierrez 5 missili cadono su Kiev, colpiti palazzi in zona residenziale, morta una giornalista Ucraina indipendente, fuoco e fumo su una fabbrica produttrice di armi.

Zelensky non perde occasione per attaccare Putin e la sua irriverenza nei confronti delle istituzioni internazionali, peccato che non più tardi di due giorni fa il leader era arrabbiato con l’ONU ente inutile tardivo, da chiudere a suo parere. Mariupol alle prese con i civili, militari, contractors uomini dell’intelligence che non dovrebbero esserci, aspetta l’ evacuazione promessa da Kiev, operazione rischiosa e non facile. Nella morsa della tensione la propaganda batte il chiodo sugli eccidi dell’esercito russo, esibisce una lista di 8000 casi, crimini di guerra da condannare.

L’invito a Putin dell’Indonesia al G20 fa saltare i fragili nervi di Biden, che sottolinea inadeguata la sua presenza. Le voci corrono si parla di epurazioni a Mosca, di intellettuali ostili al regime partiti in fretta e furia senza meta, dei 4 omicidi suicidi di oligarchi entrati in conflitto con le posizioni dello Zar. Misteri di non facile soluzione non nuovi in 22 anni di potere targato Putin. La guerra infuria e non lascia tempo a critiche, la propaganda sui due fronti e’ un ostacolo per la verità. Le prossime settimane saranno caldissime anche se l’estate e’ ancora lontana, dispiace soprattutto ai popoli che questa macchina da guerra impazzita e fuori controllo rischi di portare alla deriva tutti , anche la Cina finora osservatrice avverte il fronte orientale potrebbe intervenire in sostegno della Russia, allora si che il destino potrebbe essere segnato, una sconfitta per il mondo.

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