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di Corinne Bove

La Confail Faisa ancora una volta è costretta a denunciare l’inosservanza delle regole fondamentali riguardanti la sicurezza sul lavoro. La necessità di rinnovo del sistema di garanzia della sicurezza sul lavoro. Ormai evidentemente inadeguato se non nella normativa, certamente nei controlli e nelle sanzioni. Nei primi tre mesi dell’anno, gli infortuni sul lavoro sono aumentati di oltre il 50% con ben 189 morti. Così certificando una tendenza già vista negli scorsi anni.
Di fronte a questi numeri è difficile parlare di “incidenti”. Turni disumani per sopperire i vuoti degli organici, mentre resta alta la disoccupazione. Stipendi inadeguati, e l’aumento dei prezzi delle fonti energetiche fa levitare tutti i costi. In particolare quelli legati ai prodotti alimentari.
In un Paese dove il caporalato resta diffuso sul tutto il territorio, dove sono fannulloni coloro che non si piegano a lavorare 15 ore al giorno, sette giorni su sette, per poche centinaia di euro al mese, dove resta diffuso il lavoro in nero e le buste paga false, è proprio una sorpresa scoprire che la prima vittima è la sicurezza?

Tocca al Sindacato diventare la cassa di risonanza di problematiche plausibili nel dopoguerra ma non nel 2022. Con l’ennesimo governo tecnico, tale è il governo Draghi, l’impoverimento della democrazia nel nostro paese è ormai a livelli inaccettabili. Come prima vittima abbiamo la Costituzione a partire da: “L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro”. Un governo molto attento alle relazioni internazionali. Incapace, però, di tutelare gli interessi del suo unico vero “azionista”: il popolo italiano.
Tra pochi giorni gli autotrasportatori si fermeranno. Sarà un momento propizio per rendersi conto di quanto sia importante, per far riprendere l’economia, ampliare la possibilità di impiego per tutti. Contare su più unità operative incrementando il mercato ma non i prezzi. La Confail Faisa si schiererà sempre a favore della dignità lavorativa. Della sicurezza. Sarà pronta a intervenire ogni qualvolta un lavoratore subirà pressioni. O gli verrà negato il diritto di vivere secondo la costituzione. (Nella foto Domenico De Sena, segretario nazionale della CONF.A.I.L. F.A.I.S.A)