Potrebbe partire già da lunedì prossimo l’obbligo del Green Pass per le attività al chiuso, anche per chi vorrà consumare al tavolo all’interno di bar e ristoranti. Il certificato non sarà richiesto se si vorrà prendere un caffè al banco o se si consuma al tavolino all’aperto, ma l’uso sarà progressivamente ampliato. Oggi la cabina di regia e successivamente il Consiglio dei Ministri emanerà il nuovo decreto con i dettagli sull’utilizzo del pass ed i nuovi parametri per entrare nelle zone bianca, gialla, arancione e rossa. La voce praticamente unanime, tra Governo, Regioni e medici, chiede che si dia più peso alle ospedalizzazioni rispetto ai contagi, tenendo conto quindi dei ricoveri e delle terapie intensive. La discussione tra Governo e Regioni è però accesa per quanto riguarda la soglia oltre la quale scatta la zona gialla.

Tornando al Green Pass, da domani sarà scaricabile solo a vaccinazione compiuta, ma chi lo ha già dopo la prima dose, potrà entrare al ristorante al chiuso o in discoteca. Si va poi verso un uso differenziato del pass a seconda del colore – riporta Il Messaggero – e l’ampliamento da settembre di alcune attività che si potranno continuare a fare solo se in possesso del lasciapassare. Queste restrizioni rappresenteranno un forte deterrente per spingere alla vaccinazione coloro che potrebbero essere costretti a scegliere tra il mettersi di nuovo in lockdown o vaccinarsi. “Il green pass serve per incentivare le vaccinazioni e evitare possibili nuove chiusure”, ha dichiarato il ministro per gli Affari Regionali Maria Stella Gelmini.

Già dalla settimana prossima, quindi, potrebbe essere necessario il Green Pass, ottenuto da chi ha completato l’iter vaccinale o per chi presenta un tampone negativo, per sedersi al chiuso nei bar e nei ristoranti, così come per entrare in palestra, discoteca o per prendere treni, aerei e navi a lunga percorrenza. Sarà poi affidato ad un nuovo decreto, le modalità di ingresso a scuola, negli stadi ed al trasporto pubblico.

L’obbligo di presentazione del Green Pass potrebbe essere necessario anche per l’accesso alle sale giochi, sale scommesse e sale bingo. Da rumors anticipati nei giorni scorsi da Agimeg, la misura potrebbe essere obbligatoria anche per il settore del gioco, ma per la certezza si dovrà attendere la cabina di regia e il Consiglio dei ministri. Se la certificazione verde può sembrare a prima vista una forte penalizzazione per il settore, bisogna però pensare che un intervento di questo tipo eviterebbe molto probabilmente un nuovo lockdown.

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