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Da una vita da mediano a quella da sindaco. Passando per quella da presidente dell’associazione calciatori. Questa in sintesi la carriera di Damiano Tommasi, 48 anni, veronese doc, da poche ore primo cittadino della città di Giulietta e Romeo. Dopo la proclamazione ufficiale indosserà virtualmente la fascia di capitano. Al ballottaggio i veronesi, la maggior parte, gli hanno dato il loro consenso scrivendo insieme a lui “una pagina della storia scaligera”.


E’ diventato sindaco alla sua maniera: senza proclami, scendendo tra la gente, non trascurando nessuno. Non ha tenuto comizi, è andato per le strade della città, di quartiere in quartiere, macinando chilometri, come un vero mediano, a fare conoscere il suo programma.


Ormai è lontano il ricordo dei campi di calcio, militando nelle squadre della Roma, di cui è stato capitano, vincendo uno scudetto con Totti, De Rossi e Batistuta. Del Verona, della sponda gialloblu. Ma dentro gli è rimasto tutto intatto il dna del centrocampista “atipico”. Come lo definì Fabio Capello. Che, oggi, la politica ha conosciuto ed accettato.

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