“In questa foto di alcuni anni fa sono con Gennaro, partigiano delle quattro giornate di Napoli, città medaglia d’oro per essere stata la prima in Europa dal 27 al 30 settembre al 1943 a liberarsi dall’occupazione nazifascista con una ribellione che vedeva in prima linea con i fucili ragazzi e donne. Non bisogna scoprirsi antifascisti solo quando un gruppo di squadristi neofascisti assale in maniera criminale e vile la sede nazionale della Cgil”. La dichiarazione è di Luigi de Magistris, sindaco uscente di Napoli che torna sull’aggressione di squadristi neofascisti alla sede della Cgil, a Roma. “Mi chiedo perché quando più volte è stato chiesto lo scioglimento di Casa Pound e Forza Nuova dopo attacchi criminali e barbari a giovani attivisti dei movimenti sociali sia a Napoli che altrove – aggiunge – tutti sono stati zitti. Per me essere antifascisti significa anche non calpestare la Costituzione nata dalla resistenza al nazifascismo non attuando i principi fondamentali: dal diritto al lavoro al diritto all’uguaglianza, da quello alla fratellanza e alla solidarietà al diritto alla pace, dal diritto alla salute al diritto all’istruzione, da quello alla cultura all’ambiente. E così via”. “Per me essere antifascisti significa anche rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese – prosegue de Magistris -. Per me essere antifascisti significa non governare insieme a forze politiche che non rinnegano e prendono le distanze da razzismo e fascismo”. “È come anche la questione morale. La si pratica, non la si predica. Sarò sempre antifascista, con coerenza e non solo per contingenze ed opportunismi politici”, conclude l’ex pm.