L’editoriale

Fino all’ ultimo voto. Con 156 voti, ottenuti con il contributo di uno sparuto gruppo di transfughi, ieri voltagabbana, oggi responsabili e costruttori, Conte ottiene la fiducia in Senato e si incorona Re per la terza volta.

Archivio fotografico, Senato della Repubblica

Il fine giustifica i mezzi diceva Macchiavelli, la mercificazione ha servito la causa. Fuori il paese fiaccato e agonizzante si ribella, incassa poco; il Governo alle prese con la crisi di potere sembra essersi dimenticato di come la gente vive la quotidianità’. Troppi i problemi irrisolti, due non rinviabili: emergenza economica e sanitaria.

Ristori

Ristori adeguati subito, non elemosine. Nel caos delle categorie impazzite, anche la pericolosità’ sociale che minaccia le grandi città’. L’Esquilino, quartiere nel centro di Roma, è teatro permanente di guerra tra residenti e immigrati senza fissa dimora. Campeggiano sotto i Portici, appiccano roghi, spacciano, si ubriacano pretendono di comandare. Rifiutano mascherine, posti e pasti caldi, vivono senza controllo e dettano regole.

I vaccini

Il giallo dei vaccini non consegnati preoccupa, la Pfizer fa sapere che riprenderà’ le consegne diminuite del 29%. Non sono in questi giorni mancati gli incidenti di percorso, causa frigoriferi in tilt, partite inutilizzabili, a Bolzano per ritardi buttate nella spazzatura, la Calabria lamenta carenze di siringhe, di vaccini, la difficoltà,di registrare i vaccinati con la penna nell’era della sofisticata tecnologia.

L’Armata Brancaleone

Tornando da dove siamo partiti la domanda sorge spontanea: in che mani siamo? C’e’ bisogno di un Governo forte, non di un Governo che zoppica, il risultato del Senato e’ sotto gli occhi di tutti. L’ armata Brancaleone si e’ rimessa in moto, dove ci porterà?

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