Ha da passà ‘a nuttata. Si tirano le somme sulla Pasqua tinta di rosso degli italiani, che anche questa volta si sono adattati, comportati come richiesto da chi comanda e pretende che tutti eseguano in nome del comune senso di responsabilità.

Le polemiche , su chi munito di trolley, è volato verso paradisi e mari cristallini, restano sul tappeto come la rabbia di chi è restato o non se lo è potuto permettere. Arrabbiati i proprietari delle seconde case, non raggiunte a causa dei divieti imposti da sindaci rigorosi per eccessi di zelo: chiusi anche i cimiteri per timore di assembramenti tra vivi e defunti?

Cosa e’ cambiato a distanza di un anno? Assolutamente niente, continuiamo a vivere un presente di nuvole e nebbie. Il cambio di passo del governo Draghi appena sufficiente, modesto il tentativo di mettere una toppa sul fallimento del piano sanitario targato Arcuri. La farsa dei vaccini in perenne ritardo sulle consegne, non diverte, al contrario rattrista gli over 80 e i settantenni vittime conclamate del Covid. 111000 i morti , cifre che destano non poca preoccupazione in soggetti provati dagli anni e dalle patologie comuni all’età. Speranza dalla poltrona di comando dichiara di essere soddisfatto delle scelte fatte, è sereno nell’animo, forse preso com’è ad approvare Dpcm, dimentica che il popolo ha fame. Le cifre parlano di un milione di nuovo poveri.

I vaccini, scarseggiano, questo vuol dire che il piano per raggiungere l’ immunità di gregge slitterà di qualche mese. Il generale Figliuolo promette 500000 vaccinazioni al giorno contro le 240000 attuali, ma con tutta la buona volontà se le consegne slittano anche la tabella di marcia seguirà una battuta di arresto. Tra le spine nel fianco di questo governo di unita’ nazionale, la mancata ripresa. Salvini incalza Draghi che non chiude, ma non concede e rinvia ai primi di maggio. Che ne e’ stato del Recovery plan, riusciranno i nostri eroi a portare a casa un risultato soddisfacente?

Gli italiani da Draghi.si aspettano questo. Le vetrine televisive sempre attive, tirano tardi la notte, con partite di ping pong verbali tra gli ospiti discordanti su tutto, uniti solo nella richiesta di libertà, intesa come ritorno alla vita pubblica senza se senza ma. Sgarbi non si risparmia, parla di contagio mentale da cui siamo afflitti, attacca il governo di incapaci ” che per paura di sbagliare, chiude tutto, cinema, musei, teatri, spazi all’ aperto, accusa anche i promotori di mascherine che a suo avviso dovrebbero essere portate in pubblico e in presenza di persone a noi vicine: è tempo di ribellarsi.

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