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Il caso Astrazeneca. Via libera al vaccino, lo ha detto l’ Ema dopo tre giorni di black out, oggi si ricomincia. Le cose non stanno proprio così, la solita burocrazia vecchia e obsoleta ha i suoi tempi. L’Aifa nostro organo di controllo deve autorizzare, poi c’è un altro scoglio da superare: chi si deve presentare, da dove si riparte dalle prenotazioni sospese quattro giorni fa, o dal giorno della autorizzata e non ancora pervenuta ripresa?

Bene che vada, non prima delle 15 di oggi pomeriggio. Siamo sicuri che gli italiani sollecitati da virologi e esperti di rango tutor delle nostre vite risponderanno con entusiasmo all’ appello.? I timori restano, insieme al rimbalzo delle responsabilità per il danno provocato non facilmente riducibile. Fiducia zero, popolino sul punto di scendere in piazza, magari non armato di forconi ma di parole che fanno male più di una lama di coltello se ben usate.

Tra le frasi più ricorrenti, l’invito al Ministro Speranza a vaccinarsi pubblicamente come Biden e Macron, anche Draghi che con fermezza ricorda da Bergamo che “lo Stato c’è” sarebbe gradito. Lunga la lista dei testimonial da riempire, non senza verifica dice qualcuno, bisogna accertarsi che la fiala sia quella. Dobbiamo alla Germania capofila di una rivoluzione sanitaria di cui non avevamo bisogno in un momento delicato in cui i contagi salgono vertiginosamente e ogni minuto e’ prezioso per limitarne la corsa.

Il si alla ripresa era prevedibile, non basta aggiungere che gli approfondimenti non cesseranno , sul “bugiardino” saranno presenti le controindicazioni cui siamo abituati quando dobbiamo ricorrere all’ uso dei farmaci. Lo scetticismo è al top, gli italiani drogati di informazione h 24, pretendono di scegliere come in altri Paesi più virtuosi del nostro succube di un’ Europa padrona capeggiata da una Germania ruba mazzo, che produrrà a breve cento milioni di dosi, bel profitto.

L’ Ungheria, orgogliosamente vanta il successo dell’operazione vaccini targata Cina e Russia. Entro luglio tutti immunizzati, come si dice, in guerra vince chi osa. Il Covid uccide , ricordano gli scienziati, non il vaccino che ci restituirà la libertà perduta. Il cuore piange, la paura galoppa, le morti fanno numero ogni giorno, la luce in fondo al tunnel flebile, impercettibile, chi vincerà? Siamo vittime di una battaglia morale e politica che ci vede spettatori passivi, in attesa di ordini senza revoca. Povera Italia, bastonata e sconfitta, è proprio vero troppi galli a cantare non fanno l’alba.

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