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Roberto Salis, padre di Ilaria Salis, l’insegnante italiana detenuta da 13 mesi a Budapest ha chiesto al governo italiano di intervenire per garantire che non venga portata in aula in catene e per impegnarsi per la sua estradizione.

In un’intervista a Sky Tg24, Salis ha espresso la sua convinzione che il governo italiano possa fare qualcosa per migliorare la situazione di sua figlia.

Ha sottolineato che condurre Ilaria in aula in catene è una pratica che ritiene ingiusta ed umiliante. Ha quindi esortato il governo italiano a porre fine a questa situazione.

Il padre di Ilaria si appella al governo italiano per la figlia

Salis ha inoltre sollevato la questione dell’estradizione di sua figlia. Per questo ha citato l’articolo 3 della Costituzione italiana, secondo il quale tutti i cittadini italiani sono uguali di fronte alla legge e lo Stato italiano dovrebbe fare valere la sua autorevolezza per garantire che Ilaria non riceva un trattamento discriminatorio in Ungheria.

Le critiche di Salis a Tajani

Il padre di Ilaria ha anche criticato l’ex presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, per non aver fatto abbastanza per aiutare sua figlia. Ha sottolineato che Tajani dovrebbe spiegare cosa ha fatto durante tutto quel tempo invece di chiedere di abbassare i toni.

Salis si è detto fortemente determinato a ottenere giustizia per sua figlia.

Ha auspicato che il governo agisca prontamente e efficacemente per risolvere la situazione di Ilaria e ha citato il richiamo del Presidente Mattarella affinché il governo agisca con determinazione.

L’appello di Roberto Salis evidenzia la necessità di un intervento urgente da parte del governo italiano per garantire il rispetto dei diritti di Ilaria Salis e per assicurare che riceva un trattamento equo e giusto durante il suo processo in Ungheria.

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