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Ilaria Salis, l’insegnante italiana, è stata arrestata l’11 febbraio del 2023 con alcuni militati antifascisti tedeschi per una serie di aggressioni ad estremisti della destra che tra il 9 e il 12 febbraio festeggiavano il Giorno dell’onore, manifestazione in cui ogni anno migliaia di neonazisti celebrano il battaglione nazista che nel 1945 si oppose all’assedio di Budapest condotto dall’Armata Rossa. La Salis è detenuta in un carcere di massima sicurezza da più di un anno in condizioni durissime, definite dalla famiglia e da diversi osservatori internazionali come “disumane”.

Il Ministro degli Esteri dell’Ungheria Péter Szijjártó chiede all’ Italia di non iterferire in un caso giudiziaro ungherese, dopo aver incontrato il Ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani: “Questa signora, presentata come una martire in Italia, è venuta in Ungheria con un piano chiaro per attaccare persone innocenti per le strade come parte di un’organizzazione di sinistra radicale. Spero sinceramente che riceva la meritata punizione in Ungheria”. La dichiarazione l’ha resa nota Zoltan Kovacs portavoce del governo di Budapest.

La replica di Tajani: “Bisogna assicurare la dignità e il rispetto dei diritti fondamentali. l’Italia osserva con attenzione il caso. E’ stato redatto un dettagliato promemoria sulle condizioni detentive della Salis evidenziando la necessità di un giusto processo. Nessuna volontà di interferenza, ma la chiara intenzione di fare pressione per verificare che le condizioni di detenzione rispettino le normative europee che richiamano alla tutela dei diritti umani”.

Ilaria Salis

Mercoledì scorso a Milano un centinaio di persone hanno sfilato con le fiaccole in mano per la Salis. Il corteo è partito dall’Università Statale è arrivato a piazza Missori dove un manifesto posizianato sulla statua di Giuseppe Missori dichiarava: “Riportiamo a casa Ilaria Salis”.

Papà Roberto Salis: “Dobbiamo chiedere al ministro ungherese cosa intende per ‘martire’, se intende una persona torturata per 35 giorni certo Ilaria è una martire. Trovare una casa a Budapest dove farle scontare i domiciliari è un’impresa ardua, è’ veramente molto complicato, è richiesto un contratto a tempo indeterminato. Mia figlia viene descritta come una terrorista. Ilaria è sempre più pallida ed è provata ma è una combattente”.

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