• Tempo di Lettura:2Minuti

Continuano le polemiche e gli atti di solidarietà per Ilaria Salis, fra i 2400 connazionali detenuti all’estero. Durante un’informativa urgente del governo alla Camera, il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha parlato del caso della maestra arrestata 11 mesi fa in Ungheria.

“È paradossale che chi si erge ogni giorno a difensore dell’autonomia della magistratura chieda ora a noi di fare pressioni affinché il governo ungherese influenzi le determinazioni dei giudici sul caso. Un cortocircuito che alimenta tensioni e polemiche, che danneggiano innanzitutto la causa di Ilaria. Evitiamo di trasformare una questione giudiziaria – regolata da norme nazionali ed europee ben definite – in un caso politico. Che regala sicuramente titoloni sui giornali, ma non fa il bene della Signora Salis”.

Tajani sul caso Salis

Poi Tajani si è soffermato sulle decisioni del legale della Salis e di cosa succederà nella prossima udienza:

 “Il suo legale non ha presentato domanda di misure cautelari alternative al carcere in Ungheria, contrariamente a quanto era stato suggerito dal ministro Nordio. La prossima udienza è stata calendarizzata per il 24 maggio e in tale occasione sarà chiamata a testimoniare anche la parte lesa”. 

Poi continua:

 “A chi grida ‘Riportate Ilaria in Italia!’, chiederei a quale soluzione stia pensando. Siamo pronti ad accettare suggerimenti. L’unica per noi percorribile, per un reato commesso in uno Stato membro dell’Unione europea, è quella delle regole. E le regole europee prevedono che per chiedere gli arresti domiciliari in Italia, devi prima chiederli e ottenerli nel Paese che esercita la giurisdizione”.