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Ad oggi, gli occhi del mondo sono comprensibilmente rivolti verso l’Ucraina. La guerra che ormai va avanti da mesi porta crudeli conseguenze umanitarie e diffusa incertezza. Anche sul fronte economico. Le pesanti sanzioni economiche imposte alla Russia, l’aumento dei costi delle materie prime, si sta riversando, come una vera e propria onda d’urto, su tutti i mercati finanziari.

Il mercato immobiliare e la guerra
Anche il settore immobiliare potrebbe essere investito dall’onda d’urto.
In realtà tale settore era già stato colpito dai 2 anni di pandemia causati dal Covid-19. Tuttavia, i vari mercati immobiliari stavano tornando alla normalità giacché le restrizioni alla mobilità e ai viaggi internazionali sono state allentate e, in alcuni casi, perfino abolite.

Con il conflitto Russia-Ucraina si prospetta un futuro incerto anche in questo ambito. A differenza di altre categorie però, non sarà ad impatto immediato. La guerra ha infatti portato un drastico aumento dei prezzi delle materie prime come grano, fertilizzanti, benzina, diesel e gas. Agricoltura, turismo, industria sono dunque già in ginocchio. A livello immobiliare invece, le pesanti conseguenze si potranno vedere con il tempo. Un prolungato periodo di guerra, quindi di incertezza, si tradurrà in prezzi elevati più a lungo nel tempo, data la probabilità di interruzioni dell’approvvigionamento e quindi ritardi. Questo avrà un impatto notevole sia sui consumatori, che sulle imprese.

Le principali conseguenze sono a livello macroeconomico, ossia causate dall’inflazione. Generalmente, l’inflazione del mercato immobiliare era combattuta investendo nel mattone e nel bene immobile. In effetti, questa opzione è ancora attuabile, ma solo per chi dispone di grosse somme di denaro, nonché di sicurezza economica.

Tuttavia, oltre l’inflazione, ci potrebbe essere anche il problema dell’aumento dei tassi dei mutui. Questo, potrebbe portare ad un ulteriore impatto negativo sul settore immobiliare che diverrebbe ancora di più difficile accesso.

Non solo. L’aumento dei costi della logistica, dei materiali da costruzione, dei carburanti e della conseguente manodopera, può ridurre capacità e disponibilità delle imprese di pagare affitti più elevati. Questo, indubbiamente colpirà dapprima il settore immobiliare del nuovo ossia le costruzioni, espandendosi poi anche a quello già esistente.

Probabilmente però, il mercato immobiliare di fascia alta per le case di vacanza e di lusso sarà il primo settore effettivamente colpito. Molte località turistiche esclusive potrebbero registrare un netto calo della domanda soprattutto da parte di investitori internazionali, come russi e cinesi.

L’incertezza tuttavia, blocca anche gli acquisti da parte delle famiglie, che prediligono aspettare tempi migliori. La guerra frena le compravendite, ma non certamente i prezzi.
In realtà però, è proprio in periodi come questo di grande volatilità, che conviene investire sul mattone.
I tassi d’interesse dei mutui infatti, per quanto maggiorati, sono ancora molto bassi se confrontati con quelli di alcuni anni fa. La scelta migliore potrebbe essere data dalle case da ristrutturare poiché spesso vengono vendute a prezzi inferiori e convenienti.

Il settore immobiliare: l’analisi di maggio
Già dallo scorso semestre, il settore immobiliare ha subito un leggero incremento. Ad oggi, i prezzi di compravendite e canoni di locazione sono ancora in ribasso come i dati di caseinvendita360 mettono in evidenza. Tuttavia, proprio a causa della difficile situazione che stiamo attraversando, si stima che i prezzi siano destinati a salire fino al 3%.

Nel maggio 2022, in termini di statistiche e classifiche, le 5 province italiane più convenienti con maggior diminuzione di prezzo per appartamenti di 50 mq, sono risultate essere:

  • Oristano: 63.498 € (-14.15%);
  • Isernia: 47.348 € (-10.83%);
  • Forlì: 68.802 € (-10.48%);
  • Sondrio: 63.130 € (-9.33%);
  • Biella: 39.842 € (-7,66%).

Quelle invece meno convenienti, a parità di appartamento, sono:

  • Venezia: 166.594 € (+ 10.03%);
  • Viterbo: 79.882 € (+ 8.93%);
  • Firenze: 316.026 € (+ 8.18%);
  • Benevento: 68.625 € (+ 7.72%)
  • Milano: 247.961 € (+ 7.59%).

La domanda dunque si sta spostando sempre più verso le piccole province. L’aumento dei costi delle case nelle grandi città infatti, comporterà un incremento delle vendite in zone periferiche o centri abitati più piccoli. Questo non solo è dovuto al costo inferiore del prodotto, ma anche ai vari comfort che si possono avere come giardino e posto auto.

In termini di città, le più stimate per appartamenti di 50 mq sono:

  • Roma: 159.461 €;
  • Milano: 247.961 €;
  • Genova: 85.877 €;
  • Palermo: 63.292 €;
  • Messina: 56.895 €.

Viceversa, le meno richieste sono:

  • Sassari: 68.734 €;
  • Manfredonia: 79.807 €;
  • Augusta: 54.068 €;
  • Comacchio: 93.838 €;
  • Verona: 126.560 €

Le regioni più gettonate sono sostanzialmente quelle maggiori geograficamente: Lombardia, Emilia Romagna, Veneto, Toscana e Sicilia. In tali regioni, si ha un oscillazione di prezzi da 247.961 € a 56.944 €.
Quelle invece meno richieste sono le più piccole come Valle d’Aosta, Molise e Basilicata.

Ci sono poi le regioni peggiori ossia quelle con tassi d’interesse abbastanza elevati:

  • Abruzzo: 41.568 € (+ 0.81%);
  • Basilicata: 73.375 € (+ 2.69%);
  • Campania: 60.322 € (+ 1.14%);
  • Emilia-Romagna: 76.821 € (+ 2.79%);
  • Friuli-Venezia Giulia: 71.839 € (+ 6.12%).

A prescindere dalla locazione, anche per maggio si conferma vincente il trilocale. Appartamenti, case di piccola dimensione o già ammobiliate saranno maggiormente prese in considerazione da chi ha una disponibilità economica più limitata. Le tipologie più richieste però provengono sempre da agenzie immobiliari.

Dati forniti da https://www.caseinvendita360.com/