La libertà di pensiero: Immanuel Kant, uno dei più importanti filosofi tedeschi vissuto a cavallo tra il 1700 ed il 1800, riteneva che la libera circolazione delle idee fosse il fondamento della conoscenza e dell’emancipazione dell’uomo. Lo stesso art.21 della Costituzione della Repubblica Italiana, recita testualmente: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure. Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dall’autorità giudiziaria”.

La libertà di manifestazione del pensiero è tra tutte le libertà civili, sicuramente la più importante ed espressiva perché interessa da un lato, la vita spirituale di un uomo e del suo patrimonio e le idee di cui è portatore, dall’altro la sua partecipazione alla vita e al progresso del paese. Tutto questo è davvero bellissimo e segno dell’alto senso di garantismo di quei principi di democrazia che sono alla base di un paese libero e civile. Questo presupporrebbe quindi che chiunque, nel rispetto dei diritti altrui, potrebbe dire la sua, circa quelle che sono le maggiori criticità che affliggono la nostra società. Pertanto, come quei libri a lieto fine che si raccontavano un tempo ed ancora si raccontano potremmo dire.” E vissero tutti felici e contenti”.

Ma cosa avviene davvero nella realtà dei fatti? Vox populi direbbe a tal riguardo: “A meglia parola è chella ca nun se dice” (non credo si dica così per giustificare chi ha problemi di mutismo) oppure se dice ‘o peccat ma non ‘o peccatore”, anche perché oggi è davvero difficile capire chi sia davvero il peccatore, a differenza di chi invece viene setacciato come tale, poiché deve rappresentare il capo espiatorio di un progetto già ben preordinato e costruito ad arte.Quindi cosa fare per far valere i propri diritti, così come prevede la Costituzione, esprimendo la propria opinione in modo corretto e legale anche su argomenti a volte di interesse nazionale? “Chi si fa e fatt suoi camp cent’ann” e Chi non se le fa perché crede ancora in certi principi di libertà e di democrazia “cadda fa”? Addà sol aspettà ca passa a nuttata. Meditate gente meditate.

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