La paura ha come tutte le emozioni, paradossalmente un’utilità per l’uomo. Essa, infatti, lo mette in guardia dai pericoli che incontra, frenando quel senso di irresponsabilità che a volte lo spinge ad affrontare le situazioni, anche quelle più pericolose, con troppa superficialità ed irresponsabilità. Tuttavia, essa diventa un problema quando viene vissuta in maniera esagitata o fuori dal contesto, come nel caso delle fobie che si stanno registrando un po’ dovunque a causa di questa pandemia.

Di fronte ad un pericolo, come è noto, il corpo umano produce un ormone che si chiama adrenalina e che induce cambiamenti fisici e mentali che preparano all’azione. Ciò che rappresenta un problema è quando l’eccessiva paura si trasforma in fobia, specie nelle persone particolarmente più deboli e fragili psicologicamente. Esse iniziano a focalizzare la loro attenzione esclusivamente su ciò che si teme preoccupandosi particolarmente e auto maturando la convinzione che al problema non ci sarà mai una soluzione e perciò tendono a catastrofizzarlo.  Ora nessuno vuole stigmatizzare la grave realtà che stiamo vivendo e a ciò che ci ha portato questo evento pandemico, al quale sembra non esserci una fine, ma non bisogna assolutamente dimenticare le passate gravi calamità che hanno afflitto il nostro mondo.

Chi purtroppo direttamente o indirettamente non ha avuto modo di rimanere sconvolto per la perdita di una persona cara o di un amico a causa del cancro definito “il male del secolo”? Ancora oggi nonostante i grossi passi avanti fatti dalla medicina, questo male non si è riuscito a debellare del tutto mietendo ancora vittime, eppure sembra quasi che oggi in molti casi quasi non se ne parli più. Cosa fare allora innanzi a tutto questo?  In primis non farsi vincere dalla disperazione e adottando tutte le precauzioni del caso bisogna però ricordare che ogni tempesta ha una sua fine.

Una volta che tutti gli alberi sono stati sradicati, il vento si calmerà, le nuvole se ne andranno, la pioggia si fermerà ed il cielo si schiererà in un istante. Bisogna sviluppare in ognuno di noi la capacità di vedere la luce anche nelle tenebre poiché solo così nei momenti di quiete dopo la tempesta riusciremo a capire chi è stato abbastanza forte per sopravvivere. A tal proposito Vox Populi vorrebbe infatti ricordare che “Male nun fà e paura non ave” Chi non fa del male non ha nulla da temere. Meditate gente. Meditate. 

Seguiteci anche su www.persemprecalcio.it