Il pasticcio va di moda in politica, non e’ una novità, gira e rigira la quadra si trova e si mette la solita toppa. Via libera alla legge di bilancio tra un mare di ni e no, tutti galli pronti a pavoneggiarsi , in realtà Draghi ha accettato pochissime correzioni; delusi Fratelli d’Italia che per bocca della Meloni parlano di manovra sgangherata e poco discussa. Si poteva fare meglio dicono alcuni opinionisti si sono privilegiati bonus e reddito di cittadinanza, gli 8 miliardi stanziati per diminuzione di tasse e contributo minimo ai rincari delle bollette energetiche non sono sufficienti.

Gli operatori della piccola impresa che speravano di ridare fiato alle trombe svociate si definiscono dimenticati dal governo, esercenti di discoteche incluse penalizzati dalla chiusura di tre settimane. Vista la mala parata dopo il divieto di concerti all’aperto, tutti al lavoro per riunioni nelle seconde case, luoghi segreti scelti come tampone. A proposito della follia collettiva dei tamponi , file chilometriche, ore di attesa , per non essere esclusi dall’ ultima notte dell’anno.

Le restrizioni del decreto anti covid parlano chiaro mascherine FFP2, all’aperto e al chiuso, dal 10 gennaio green pass rafforzato anche con terza dose esteso ai trasporti ai luoghi di lavoro, niente quarantena per chi ha concluso il ciclo vaccinale, cinque giorni se positivo asintomatico, libero con tampone negativo; 10 giorni per i no vax okay dopo relativi controlli. L’ Italia dei colori giallo e arancione i più probabili a rappresentare gli indici dei contagi, scarica numeri elevatissimi, 80% in più in una settimana. Record di infetti in Lombardia, coinvolti mille operatori sanitari, ospedali in affanno da Nord a Sud, preoccupa la consapevolezza da parte dei sanitari di non poter soddisfare le richieste di pazienti afflitti da patologie serie per mancanza di posti.

Cresce la tensione mediatica “fiumi di parole” che ai Jallisse in tempi non sospetti regalarono la vittoria a SanRemo, a noi in fase di emergenza ansie e disagi, senza onore ne’ gloria. 31, alle porte, non senza aver ascoltato il discorso del Presidente Mattarella che si appella come di consueto alla responsabilità collettiva, in primis alla politica che regola le nostre vite , all’ Europa che fatica ad essere solidale cerca e condivide cio’ che conviene. Papa Francesco non perde occasione per sposare la causa dell’ immigrazione che definisce un disastro sociale.

D’accordo sui termini in disaccordo su come e’ gestita mettere in salvo non vuol dire lasciare in carico all’ Italia generosa disperati senza futuro in fuga da orrori che si uniscono a nuove mortificazioni. A mezzanotte tutti per abitudine e per illusione brinderanno al 2022 con l’augurio che sia migliore dell’anno che se ne va. Salute, quella che insieme al lavoro e’ la cosa che più serve.

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