• Tempo di Lettura:3Minuti

La mattina del 9 maggio 1997, alle ore 11:42 circa, la vita di Marta Russo, una studentessa di giurisprudenza e ex campionessa regionale del Lazio di scherma, cambiò per sempre. Marta, nata a Roma il 13 aprile 1975, stava percorrendo un vialetto all’interno della Città Universitaria insieme all’amica Jolanda Ricci, quando fu colpita alla testa da un proiettile calibro .22. Il proiettile, a punta cava e composto da solo piombo, penetrò la nuca dietro l’orecchio sinistro, spezzandosi in undici frammenti e causando danni irreversibili.

Le testimonianze

I testimoni descrissero il colpo come attutito, come se fosse stato sparato da un’arma con silenziatore. Tra i soccorritori, vi era anche lo zio di Marta, dipendente della Sapienza. La ragazza fu trasportata immediatamente al vicino Policlinico Umberto I, dove arrivò in coma. Nonostante gli sforzi dei medici, il 13 maggio, alle ore 22, fu constatata la morte cerebrale.

Gli indagati e il processo

Nel 2003, Giovanni Scattone, assistente universitario di filosofia del diritto, fu condannato in via definitiva per omicidio colposo aggravato sulla base di una controversa testimonianza. Il suo collega, Salvatore Ferraro, fu condannato per favoreggiamento personale. Entrambi si sono sempre dichiarati innocenti. Secondo la prima sentenza, Scattone avrebbe sparato per errore maneggiando una pistola, forse per provarla o senza sapere che fosse carica, mentre Ferraro avrebbe occultato il fatto. Il delitto fu considerato colposo poiché Scattone, dalla sua posizione, non avrebbe potuto mirare intenzionalmente né agire dolosamente davanti a tanti testimoni. Il terzo indagato, Francesco Liparota, fu assolto dall’accusa di favoreggiamento dalla Cassazione, e tutti gli altri indagati furono assolti in primo grado. Il caso di Marta Russo è diventato uno dei misteri della cronaca nera italiana.

Il ricordo di Marta

I genitori, Donato Russo e Aureliana Iacoboni, e la sorella Tiziana, decisero di donare gli organi di Marta, seguendo un desiderio che la giovane aveva espresso anni prima. La notte del 14 maggio, i macchinari che la tenevano in vita furono disattivati, e Marta fu dichiarata morta. Ai funerali, che si tennero presso l’ateneo, parteciparono figure di spicco come Romano Prodi, Walter Veltroni, Luciano Violante e Luigi Berlinguer, insieme a una vasta folla di studenti, amici e cittadini comuni. Anche Papa Giovanni Paolo II inviò un messaggio di cordoglio.Marta Russo è sepolta nel Cimitero del Verano di Roma.

In memoria di Marta, le venne concessa la laurea alla presenza del Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro. Inoltre, fu apposta una targa commemorativa e intitolate alcune aule dell’ateneo.

Segui Per Sempre News anche sui social!