Di Gioia Re (Giornalista Rai Senior)

Il paese reale, l’Italia nascosta, quella che non incontriamo tutti i giorni ma che abbiamo imparato a conoscere nella pandemia lancia il suo ultimo grido prima di affondare nel mare nero del fallimento.

Di regole, troppe regole si muore. Fa notizia il suicidio di Umberto Brescia fotografo di napoli ,sessantatreenne, così come quella di Roberto proprietario di un bar a Rozzano, costretto a dormire in macchina.

Chiudono dopo 50 anni di attivita’

Anche due coniugi che con il cuore infranto tirano le somme di una vita in deficit per colpa della pandemia. Le statistiche dicono che su 10 aziende, quattro abbassano la serranda per sempre. Voltando pagina scopriamo che una nutrita schiera di ristoratori, baristi, il tam tam segna quota 50.000, ha deciso in barba ai decreti punitivi di aprire il 15 gennaio.

“Di covid si muore , ma anche di fame , rischiamo ad ogni costo”.

La Calabria scoppia

Rosarno, Crotone, S. Ferdinando, bombe pronte ad esplodere per la protesta degli immigrati che rivendicano migliori condizioni di vita nelle tendopoli “antiigieniche” sono fuggiti dall’orrore per precipitare in un inferno peggiore.

La politica degli sbarchi mette in vetrina il suo fallimento. Cosa fa il governo dei decreti? Quello in uscita il 16 gennaio prevede ulteriori restrizioni sul fronte della pandemia, colore prevalente dovrebbe essere l’arancione e intanto sale il numero dei contagi anche nelle zone gialle.

Continua la pittura dell’Italia a colori. La lunga notte di Palazzo Chigi si consuma alla ricerca di soluzioni per sventare la crisi, con un Renzi spavaldo e sorridente, contento di stare in prima pagina. Ce la farà Conte?

Bella domanda. La notte chissà se porta consiglio.

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