Luci spente su Sanremo, accese, su critiche e dissensi. Il tanto agognato cambio di passo del Festival settantunenne, c’è stato. La rivoluzione dei social guidata dai giovanissimi, ha cancellato a colpi di clic, tradizione, eleganza e qualità musicale che tutto il mondo ci invidiava.

Travestimenti e cattivo gusto hanno trionfato, soltanto una top model di nuova generazione, 23 anni, ha restituito fascino alla scala creata per stupire. Si è rimpianto la bellezza mediterranea stile Monica Bellucci. Le partecipanti donne chiamate a supportare Amadeus hanno brillato per altre qualità. Brava e spigliata Matilde De Angelis protagonista di fiction televisive richiesta anche in America. Simpatica la Direttrice d’orchestra che ha corretto Amadeus, dicendo voglio essere chiamata Direttore senza distinzione di genere, giusto.

Le giornaliste Palombelli e Bottari hanno fatto il loro ruolo. Barbara si è esibita in un monologo sui ricordi della vita personale, dedicato alle donne, nervosa Giovanna abituata a commentare conflitti e pandemia. Ha risposto con carica emotiva sopra le righe ad Amadeus interessato a sapere quanto la distanza dagli affetti e dal proprio paese, pesi in tempi di crisi.

“Chiudi gli occhi” ha detto Giovanna e “vedrai il mondo che desideri, anche questa platea vuota, può diventare piena nel gioco dell’immaginazione”. Primo premio ai Manesquin gruppo rock, giudicato dalla giuria inesperta dei giovanissimi assetati di social, dovranno dimostrare nel tempo il valore della vittoria.

Secondi Francesca Michelin e Fedez, rap impegnato nel sociale che conta insieme alla moglie Ferragni nota influencer. Terzo Erma Metal, favorito nei sondaggi, si è dovuto accontentare del premio per il miglior testo. Sacrificata la musica degli anni migliori. Promossi Amadeus, Fiorello, Ibrahimovic,in grande spolvero con le sue giacche eccentriche, che hanno suscitato l’invidia bonaria di Amadeus: come si dice, quando c’ e’ il fisico.

Apprezzato dagli affezionati l’ intervento di Ornella Vanoni che ha interpretato, con stile, intramontabili successi, un po’ incrinata la voce, figlia del tempo che passa.

Michele Zarrillo, Paolo Vallesi, Riccardo Fogli, hanno restituito alle orecchie, armonie perdute della nostra amata melodia italiana. Calato il sipario sul festival, fuoco di critiche, dissensi. Non cambia mai niente, finito un festival si pensa già al prossimo.

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