L’appello accorato della madre, drammatico che ha chiesto alla stampa e ai social di non pubblicare foto o video della tragedia avvenuta nel cuore del centro storico in cui ha perso la vita il piccolo Samuele, che non aveva ancora compiuto i 4 anni, ha scosso tutti e fatto pensare su come, spesso, la cronaca del racconto, dell’informare, andando ben al di là dei valori etici e deontologici. La vicenda del piccolo tiene ancora banco. La curiosità morbosa del lettore la fa ancora da padrona li dove dovrebbe stendersi un velo di compassione, di profonda solidarietà per un fatto che va oltre il ragionamento, che sfiore la follia. Per la morte di Samuele è stato arrestato il domestico, Mariano Cannio, a quanto pare con disturbi psichici, in cura. Pochi istanti prima di precipitare dal balcone, al terzo piano dell’edificio di via Foria, dove abita la famiglia del bimbo, Samuele era tenuto in braccio dall’uomo il quale pur ammettendo questo frangente non avrebbe saputo spiegare a inquirenti ed investigatori (nella foto un sopralluogo della Scientifica) perché l’avrebbe lasciato cadere. Nella strada della tragedia, si registra ancora un vero pellegrinaggio anche di bambini, ragazzini accompagnati da un genitore e di curiosi, purtroppo, che proseguono a scattare foto e filmare quello che non è altro ormai un luogo di profondo dolore.