Schiavo: “ossigeno puro per le nostre attività”

Lo studio dell’Osservatorio di Confesercenti certifica un aumento, rispetto al 2019, di circa il 10% della spesa pro capite per i consumatori del Mezzogiorno per le festività natalizie e, di conseguenza, un incremento (di circa il 13%) degli introiti per le attività commerciali di Campania, Calabria, Sicilia, Abruzzo, Sardegna, Puglia e Basilicata. E’ quanto si legge nella nota di Confesercenti. Secondo l’Osservatorio, per la Campania gli aumenti arrivano sino al 12% di spesa pro capite: si passa dai 218 di 24 mesi fa a 241 attuali, passando per i 185 del 2020. “Le nostre previsioni per le festività natalizie volgono dunque all’ottimismo- spiega Vincenzo Schiavo vicepresidente nazionale di Confesercenti (con delega al Mezzogiorno) e presidente di Confesercenti Campania e Molise  –  rispetto al 2020 e al 2019. In testa c’è la gastronomia sia come regalo che in virtù della voglia di godersi Natale e Capodanno con i cenoni. Al secondo posto abbigliamento e moda, al terzo la tecnologia e al quarto i giocattoli, quest’ultima categoria in testa nel 2020 quando i consumatori spesero molto solo per i regali per i propri figli. Il valore degli introiti previsti per le 550mila imprese a attività commerciali in Campania è circa 1.3 miliardi di euro: una stima fatta a inizio dicembre a cui probabilmente dovremo togliere 200 milioni di mancati incassi dal turismo”. “Un calo negli ultimi 10 giorni – ha evidenziato Schiavo – dovuto al super green pass, che riduce il numero di turisti che avrebbero speso circa 150 euro a testa (in shopping e cibo). Con il nuovo documento verde, infatti, molti turisti stranieri hanno cambiato meta”. La regione che potrà contare su una spesa pro capite per consumatore più alta è l’Abruzzo (con 323 euro a persona, nel 2019 era di 298), seguita dalla Sardegna (308 contro i 285 del 2019) e poi proprio dalla Campania e dalla Basilicata (241). Fanalino di coda la Sicilia con 144 euro, comunque superiori ai 120 del 2019). Sotto i 200 euro anche la Puglia (a quota 199) e la Calabria (a 191). Un aumento però dettato non solo dalla ripresa economica, ma anche dal rincaro dei prezzi in quasi tutti i settori coinvolti nel commercio Natalizio. Per quanto riguarda il turismo a Napoli, secondo Schiavo: “L’aeroporto nell’intero 2019 ha movimentato più di 77mila voli per un totale di 10milioni di passeggeri. Nel 2020 invece, causa pandemia il settore del turismo, forse il più colpito, ha subito un calo drastico, portando alla chiusura di tante attività ricettive e commerciali”. “Sino a inizio dicembre le attività ricettive hanno il 20-25% di prenotazioni per il periodo Natalizio – si legge nella nota  – , rispetto al 2019, quando già si aveva il 60-65%. La motivazione più influente, come ci hanno riferito molti associati, è che le persone hanno ancora paura di prenotare in anticipo le vacanze a causa del virus o sono state scoraggiate dall’adozione del Super Green Pass. Ma da lunedì 13 in poi è previsto comunque un aumento del flusso di prenotazioni”. (Immagine pagina facebook Confesercenti Napoli)