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Brutte notizie per i lavoratori fragili nel privato: lo smart working non sarà ulteriormente prorogato e la sua scadenza è fissata per il 31 marzo. La proposta del M5S prevedeva che ai dipendenti con determinate esigenze potessero avere accesso al lavoro da casa fino al termine del mese di giugno dell’anno corrente, ma quest’ultima è stata respinta. La ragione è che mancano le coperture economiche; i lavoratori beneficiari di questa possibilità potevano svolgere anche mansioni differenti purché nella stessa area di inquadramento prevista dal loro contratto, senza subire alterazioni alla retribuzione. Dunque, a prescindere dalle condizioni e necessità, i dipendenti dovranno ritornare al vecchio sistema di lavoro in presenza al termine del prossimo mese.