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Una «azione mirata per colpire al capo» di Luca Sacchi, «con precise divisioni di compiti», come dimostrano «le valutazioni balistiche e le testimonianze che raccontano di Del Grosso che avanza con pistola in mano e braccio teso». Queste parole del procuratore generale Giuseppina Casella non lasciano spazio a dubbi sulla premeditazione dell’omicidio avvenuto il 24 ottobre 2019 a Roma.

La requisitoria sull’omicidio Sacchi in Cassazione

Durante la sua requisitoria nel processo in Corte di Cassazione per l’omicidio di Luca Sacchi, Casella ha sottolineato che le modalità di azione non lasciano spazio ad ipotesi alternative alla morte. Luca Sacchi fu ucciso con un colpo di pistola nel corso di una compravendita di droga trasformata in rapina e omicidio nella zona di Colli Albani.

Le richieste delle pene per Dal Grosso e gli altri

Per Valerio Del Grosso, l’uomo che ha sparato il colpo fatale, il procuratore generale ha chiesto che la condanna a 27 anni di carcere, già inflitta in primo e secondo grado, diventi definitiva. Stessa richiesta per Anastasiya Kylemnyk, ex fidanzata della vittima, condannata a 3 anni per reati legati alla droga.Il rappresentante dell’accusa ha inoltre sollecitato un nuovo processo di appello per Paolo Pirino e Marcello De Propris, condannati rispettivamente a 14 anni e 8 mesi di carcere. Il pg ritiene necessaria una nuova valutazione della pena per i due imputati.

La conferma delle condanne

Questa conferma delle condanne in Cassazione rappresenta un ulteriore passo nella giustizia per Luca Sacchi, la cui vita è stata tragicamente spezzata in una notte che doveva essere di tutt’altro genere.