Parole, parole, usate bene, o come più conviene, nei talk, nei social, nei tg, nei quotidiani, anime vive del racconto quotidiano. Via libera, alla terza dose per i più fragili, in aula estensione del green pass , dalla lega , incertezze sulla fiducia. Gli esperti, Draghi e Mattarella concordi alla vaccinazione di massa per il bene della salute pubblica;

i no vax una minoranza, zoccolo duro dei tre milioni di indecisi , preoccupati per gli effetti collaterali dei vaccini, che putroppo nessuno conosce, ma che restano l’unico antidoto al virus e alle sue varianti. Salutata con successo di presenze a Milano l’ apertura del Salone del mobile, un segnale di ripresa che fa ben sperare anche in termini di fatturato, lontano dalle cifre del 2019 ma non ci si puo’ lamentare.

La ripresa e’ gia’ in essere, tra i bilanci in positivo che non hanno risentito delle restrizioni i supermercati, la gente ha pensato a rifornirsi , tra i prodotti più venduti i surgelati, pesce in assoluto definito sicuro , nei confronti di un pescato che presenta rischi per presenza di Mercurio e di plastiche che lo avvelenano.

La politica divisa sul reddito di cittadinanza, Draghi convinto dalla necessità di rivedere nei dettagli un contributo definito da molti diseducativo, ma utile se destinato a chi ha veramente bisogno. Immigrazione, spina nel fianco di un’ Europa divisa, deluso il Presidente Sassoli dalla risposta di Paesi membri convinti che la cosa migliore sia quella di aiutarli nei territori di appartenenza. Ibrida la situazione di Lampedusa, terra di approdo di 39000 sbarchi, condizioni di vita disumane in attesa di una ridistribuzione che latita.

La crisi afghana preoccupa e non poco , il G20 di ottobre polso delle decisioni da assumere per un popolo che ha nel suo DNA invasioni e guerre. L’ Italia sventola con successo la bandiera dei 5000 evacuati , e pensa a nuovi corridoi umanitari per accogliere i 150000 restati a terra, ma il nodo del problema e’ quello dei Paesi duri di orecchie , la Grecia alle prese con il muro e il filo spinato, lunga la lista degli altri concordi sulla linea della difensiva.

I Talebani che controllano Kabul , dicono che non e” tempo di ribellione ma di ricostruzione”, 38 milioni di abitanti abituati da secoli a vivere secondo tradizione non se la sentono di cambiare una minoranza che ha collaborato negli anni di occupazione e incline ad inserirsi. La democrazia non si esporta ha detto Biden, una parola che fa riflettere, parlano immagini, comportamenti di afghani che risiedono da decenni nel popoloso quartiere di Torpignattara a Roma, totalmente disinteressate le donne che non parlano nemmeno l’italiano , dunque, chi si riempie la bocca da anni con la parola integrazione dovrebbe pensare cosa significa e mettersi in prima linea per applicarla.

Per ora più porte chiuse che aperte, ben venga il dialogo se costruttivo, a tutti i livelli ,siamo stanchi di aria fritta.

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