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Svolta nel caso della bambina trovata morta nel suo letto lo scorso 5 marzo a Prata di Pordenone. Nel registro degli indagati viene scritto il nome del medico dell’Ospedale civico di Pordenone che l’aveva visitata due giorni prima del decesso. La piccola, cittadina statunitense e figlia di militari della Base Usaf di Aviano, aveva subito uno scontro fortuito durante un allenamento di football. All’inizio sembrava solo un trauma al ginocchio sinistro ma dopo quattro giorni, il papà e la compagna hanno trovato la bambina senza vita.

Cosa è avvenuto prima del decesso

Dopo un primo controllo dello staff della squadra di football, non c’era nulla di preoccupanti ma nelle 48 ore successiva la 12enne continuava a sentire molto dolore. Da lì il padre la porta al Pronto soccorso pediatrico dell’ospedale di Pordenone, dove si è sottoposta a una visita generale e una ortopedica. Non essendo stata rilevata alcuna complicazione, la bambina era stata dimessa con la prescrizione di un antidolorifico e un po’ di riposo.

Trovata nel letto senza vita solo alle 9.30, il padre ha provato a rianimarla ma i soccorritori hanno confermato che la morte era avvenuta durante la notte. Tra le possibili cause della morte un arresto cardiaco o un coagulo di sangue sulla gamba colpita dallo scontro di gioco. La pm del caso, Federica Urban, ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, nominando un collegio di consulenti tecnici e che esguiranno l’atopsia per accertare tempi, cause e modalità di decesso.