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La protesta dei ristoratori Tni Italia è durata cinque ore e ha diviso l’Italia in due. Disagi alla circolazione e code per il blocco sull’A1. Tornano a protestare dopo il primo sit-in martedì scorso all’altezza di Orte. Poco più di cento persone ora rischiano l’accusa di blocco stradale e interruzione di pubblico servizio. Una protesta non troppo tranquilla a favore delle riaperture e contro il coprifuoco. Iniziata stamani verso le 9.30 ha bloccato prima una e poi  entrambe le carreggiate dell’autostrada del Sole nei pressi del casello di Incisa Val D’Arno, tra Firenze e Arezzo.
Durante il blocco ci sono stati anche due feriti, che sono stati investiti da un’auto che ha forzato il blocco dei manifestanti.
Il presidente Tni Pasquale Nazario ha spiegato «Qui ci sono imprenditori stanchi di subire, che vorrebbero riaprire e tornare a lavorare, rispettando i protocolli di autogrill e mense».

Poi innervosito ha sciolto il blocco: “Andiamo via” indicando al Governo: “di accogliere i nostri punti, altrimenti saremo costretti a ripetere gesti eclatanti».

L’automobilista che ha forzato il blocco e investito i due manifestanti, è stato identificato dalla polstrada all’altezza del casello di Barberino del Mugello e poi denunciato per il reato di lesioni volontarie. I due manifestanti non sono in pericolo di vita, uno di loro ha la spalla lussata e l’altro ha riportato contusioni alle mani.  Antonio Alfieri è il ristoratore che ha riportato una spalla lessata è anche  tra i fondatori di IoApro. Il movimento, che oggi ha inviato una sua delegazione a Bruxelles, gli ha espresso solidarietà oltre ad apprezzamento per l’iniziativa di Tni.

Oggi sull’A1 non è stata l’unica protesta, anche altri ristoratori aderenti a Tni di Roma e Perugia hanno bloccato per quasi mezz’ora la carreggiata nord della E45 nei pressi di Perugia, mentre altri hanno bloccato temporaneamente il traffico sulla tangenziale di Torino in direzione sud. I pubblici esercizi della Fipe di Confcommercio Ascom Bologna hanno deciso a loro volta creare un picchetto fisso di protesta in piazza Maggiore.
Anche il movimento di ristoratori siciliani CoRiSicilia ha annunciato per il 23 aprile ci sarà un sit-in  a Santa Croce Camerina, nel Ragusano, di fronte alla villetta de ‘Il commissario Montalbano”.

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