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Il tanto discusso rave nel viterbese continua a essere elemento di discussione. La vicenda e il tam tam mediatico  ha portato da parte del gruppo di Forza Italia, precisamente del senatore Maurizio Gasparri, una interrogazione  parlamentare che, Informato dal sindaco di Valentano e dagli amministratori della provincia di Viterbo, è intervenuto, in qualità di parlamentate del territorio, in prefettura e con le autorità centrali del Viminale per chiedere un intervento adeguato e immediato per stroncare l’illegale e pericolosissima iniziativa di un rave party organizzato senza alcun permesso e autorizzazione, anche alla luce delle restrizioni vigenti in termini sanitari, sul territorio del comune di Valentano.

“Bisogna fare tutto il possibile per salvaguardare il territorio e la popolazione e impedire che questa situazione di illegalità prosegua. Resterò in contatto in queste ore con le autorità di pubblica sicurezza e con gli amministratori locali per seguire l’evolversi della situazione e fare quanto possibile per risolverla“. Si è così espresso il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri.


Il tanto controverso ⁰rave, invece sembra sia un Free Party, precisamente un Teknival, un’ idea di festival dedicato alla musica Free Tekno, che nasce grazie alla riunione in un punto preciso di una serie di gruppi che hanno con sé alte casse, dj set, luci, teloni e proiettori proprio a creare, ciascuno per conto suo, uno spazio in cui ballare, dotato di spiccata unicità.

Ogni crew ha il suo sound e in un Teknival, come quello che si è appena concluso al confine tra le provincie di Viterbo e Grosseto, se ne vedono a decine. Qualcuno ha commentato proprio perchè ne è stato protagonista proprio la seconda notte. Ancora prima  dell’incidente costato la vita al ventiquattrenne inglese Gianluca Santiago che è affogato nel vicino, ma non nello spazio dove si stava svolgendo il Teknival, che da lì il lago di Mezzano non è neanche visibile.

Ma c’è anche il racconto del dj Suburbass, venuto dalla Repubblica Ceca,  Andrei, 24 anni, italo romeno entrato nella Temporary autonomous zone come in una seconda pelle la notte del 13 agosto scorso, quando c’erano pronti tir carichi di casse acustiche e farina di canapa che facevano la fila a Chiusi per raggiungere Valentano e la campagna promessa. È lui, un odontoiatra di Modena convertito al bracciantato agricolo, («Sto per partire per la vendemmia in Provenza: otto settimane di fatica poi vado a riposarmi in Marocco») a raccontato il rave dall’interno. «Quindici stage con casse acustiche, la musica elettronica sfondava l’orizzonte, perfetta» racconta.

Un’organizzazione certosina, dedicata allo spaccio e alla gestione degli stupefacenti: «Sulle auto erano stati allestiti cartelli con i prezzi delle sostanze. Chetamina: 5 euro. Lsd: 10 euro. E via così. E poi c’erano i “laboratori” della riduzione del danno dove le sostanze venivano preventivamente analizzate per non correre rischi inutili».  E per essere scrupolosi non mancavano gli opuscoli con informazioni di base,⁰ diffusi fra i presenti per evitare comportamenti dannosi. Insomma, alcuni presenti hanno ridimensionato la gravità, altri hanno evidenziato un situazione al limite.


Nel complesso lo svolgimento di un rave party è garantito dalla Costituzione come manifestazione della libertà dell’individuo. Una sentenza della Corte di Cassazione ha posto il diktat su questo principio, la stessa Cassazione è intervenuta nel 2017 annullando una condanna decisa dal tribunale di Pisa, a carico di un giovane ritenuto per l’appunto organizzatore di un raduno musicale e non solo. Naturalmente, l’assoluzione della Suprema Corte riguarda solo l’atto di organizzare il rave, ma non include un’altra serie di reati che in genere conseguono a queste manifestazioni.

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