Rien ne va plus, e’ proprio il caso di dirlo, il 2022 e’ iniziato all’ insegna del combattimento. Scontro tra i Governatori delle Regioni laureati in “fai da te”. De Luca sfoggia il suo cliché di duro e determinato : riapertura delle scuole a fine mese, i 200.000 casi di ieri sono una minaccia, Calabria e Puglia, optano per il 15 gennaio, la Sicilia divisa anche nelle date, tre i giorni di posticipo, scelta contestata dalla sindaca di Sciacca che lamenta mancanza di tracciamento, un rischio per la riapertura in sicurezza.

I Presidi sentinelle del territorio scuola fanno notare che le quarantene svuotano le cattedre , non si trovano sostituzioni a breve termine. Zaia, noto mattatore, fotografa la situazione del Veneto aggredito dai contagi e chiede il parere del comitato scientifico. Sul fronte sanitario dolenti note, la pressione ospedaliera ai numeri dello scorso anno, dal sindacato infermieri si fa notare che si sta affrontando l’ emergenza senza aver fatto tesoro degli errori precedenti, costruendo una difesa. Determinanti i vaccini per limitare gli assalti del virus e le terapie intensive costosissime per il servizio nazionale, urgono maggiori controlli degli anticorpi sul personale, riferisce il rappresentante di categoria per evitare come gia’ successo che l’operatore da 8000 scenda a 100 praticamente zero copertura per sé e per i malati da assistere.

Contestazione a suon di sirene delle autoambulanze del 118 costrette a file di ore. Il Presidente nazionale dei chirurghi denuncia l’utilizzo del personale chirurgico nei reparti covid, a danno di interventi gia’ fissati , solo nel 2020 619.000 operazioni in meno, si sacrificano pazienti affetti da patologie che diventano letali senza controlli e interventi urgenti. La vaccinazione e’ voce generale l’unica arma a disposizione per contenere i ricoveri, le ventilate promesse di personale subito sono un’ utopia dice il Presidente dei chirurghi , mi permetto di ricordare che per fare un medico ci vogliono sei anni, specializzazioni a seguire di cosa stiamo parlando.

L’obbligo vaccinale imposto agli over 50 sta acquistando proseliti che con l’amaro in bocca ammettono di vaccinarsi per non restare esclusi, sui vaccini aggiungono il credo e’ nullo. Pfizer fa mea culpa e’ ammette che i vaccini hanno breve copertura , le varianti a ripetizione non erano previste. Fauci ci mette il sigillo comunicando pubblicamente che bisogna lavorarci sopra almeno un altro anno per un vaccino unico da ripetere per 10 anni. Non c’e’ altro da dire, il quadro e’ chiaro, siamo chiamati ad un gioco di squadra per uscire dal pantano in cui siamo sprofondati, la salute e’ un bene di tutti, ci dobbiamo.provare, in tempi di pandemia bisogna alzare la guardia, per difendere la vita.

Seguiteci anche su www.persemprecalcio.it