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Dopo la vicenda Dani Alves, un altro calciatore brasiliano è coinvolto in un caso di stupro. Si tratta di Robinho, ex nazionale verdeoro che nel 2013 avrebbe abusato di una ragazza incontrata ad una festa dove – secondo le ricostruzioni – lui e cinque suoi connazionali la avrebbero fatta bere fino a farle perdere i sensi. L’ex Milan era già stato dichiarato colpevole in Italia, ma il Tribunale di Giustizia in Brasile decise che la pena dovesse venire scontata proprio nel paese sudamericano. Infatti, la Costituzione non prevede estradizione ed evidenzia che le condanne vanno scontate in loco.

Come riferisce Sportmediaset, la difesa di Robinho ha richiesto la sospensione della pena fino all’esaurimento dei ricorsi. Tuttavia, la Corte Suprema brasiliana ha respinto la richiesta, costringendo dunque l’ex a scontare da subito i 9 anni di condanna in carcere. A riferirlo è lo stesso Giudice Luiz Fux: “Respingo la richiesta di misure cautelari e si mantiene l’ordine di detenzione affinché possa iniziare a scontare la pena”. L’ex giocatore è stato quindi prelevato dalla sua villa a Guaruja e scortato alla stazione di polizia, in attesa del trasferimento in carcere