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SalerniTiAmo, la città e la squadra sono in un rapporto profondo. Si è abituati a soffrire al cardiopalma per ogni risultato, ogni questione, ogni scadenza.

SalerniTiAmo

Si è in questa meravigliosa città pervasi dalla identità storica. Passano le stagioni, gli anni, i lustri ma non il rapporto simbiotico Squadra-Città.
SalerniTiAmo tutti: nelle strade, negli uffici, nei locali: o si è “pisciaiuoli” pervasi da questo spirito oppure no. Come nelle migliori epopee alla fine il risultato conta, ma è più importante lo spirito con cui ci si arriva. I Trecento di Leonida sono morti per passare poi ad una imperitura memoria nei secoli. La Battaglia di Lepanto è stata vinta ed ha cambiato il corso della Storia. Quindi Noi ci si è e ci si sarà per SEMPRE.
Le Squadre Campane facciano quadrato e siano contente di un sano agonismo sportivo e che vinca (a volte) il migliore.

Salernitana U.S. 1919

Anche la Società a cui va il plauso di tutti è arrivata all’ultimo momento. I pavidi non Salernitani DOC avevano prospettato anche di “ritirarsi” ma all’ultimo minuto è arrivata la Nuova Società con il Presidente Danilo IERVOLINO, meraviglioso. Nuovo Anno Nuove Mete. Si è rinati, si è cresciuti, si è lottato e non ci si è MAI arresi. E MAI ci si arrenderà.

SALERNO È MIA: IO LA DIFENDO

Nell’Alto Medioevo le città costiere erano controllate dall’Impero Romano d’Oriente, come Napoli, eccezion fatta per Salerno e Amalfi che faceva parte del Principato Longobardo. Presso i Longobardi, popolo originariamente itinerante, le donne erano in battaglia a fianco dei guerrieri. Non a caso la prima donna che curava i malati, in una istituzione riconosciuta, è Trocta o Trotula De RUGGIERO medico della rinomata Scuola Medica Salernitana. Tale scuola è attiva a partire dal IX Secolo, presente anche San Tommaso d’Aquino che vi ha tenuto lezioni a Salerno. San Tommaso cita alcune città: “Quattro sono le città che eccellono sulle altre: Parigi nelle scienze, Salerno nella medicina, Bologna nel diritto ed Orleans nelle arti attoriali”.

Illustrazione di Salerno – Trattato di AVICENNA

Hippocratica civitas” così definita. Secondo gli scritti di Antonio MAZZA, priore del 1600, la nascita della Scuola Medica Salernitana è ammantata di mistero. Sarebbe nata sotto il Ponte dei Diavoli dall’incontro di quattro maestri di diverse provenienze: Elino l’ebreo, Ponto il greco, Adela l’arabo e il latino Salernus. Nel Medioevo i portatori di cultura sono gli Arabi. Tra essi spicca Ibn SĪNĀ (Avicenna) che nel suo Trattato, che fa scuola per secoli, cita ed elogia anche Salerno e la sua Scuola Medica. Inoltre tra i primi l’Orto Botanico, per utilizzare le capacità curative delle piante, Il Giardino della Minerva.
Salerno con la vicina prima e più grande Repubblica Marinara di Amalfi in realtà divenne crocevia delle culture mediterranee dove nel periodo primeggiava quella araba.
Ancora oggi nella città si ritagliano alcuni spazi culturali seppur in misura ridotta.

Busto di San Matteo – Cattedrale di Salerno

SALERNO È MIA: IO LA DIFENDO. Uno dei Quattro Evangelisti riposa a Salerno ed è San Matteo. Gli è già stato attribuito il merito di aver salvato Salerno dall’incursione dei Pirati Saraceni nel 1544 grazie ad un vento fortissimo e a una bufera.

Attualmente si è sempre qua e nulla spaventa un Cuore Granata Indomito, e così si continuerà a fare: MACTE ANIMO.
“Siamo molto più di una squadra di calcio, siamo la Salernitana”
Il Presidente Danilo IERVOLINO.

SalerniTiAmo.

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Immagini da repertorio