Riesplode la furia di Igor il Russo, nel carcere di Dueñas (Palencia),  ha cercato di pugnalare un funzionario carcerario con due piastrelle affilate, e ha preso a calci e pugni altri operai. La sua intenzione era evitare il trasferimento nel carcere di Zuera dove sarà processato per il triplice omicidio commesso in Spagna nel 2017. Il killer di Budrio mise in allerta tutta l’Italia con le sue fughe rocambolesche e gli omicidi perpetrati con implacabile  freddezza, per poi essere catturato a Teruel dove ad oggi sta scontando l’ergastolo per duplice omicidio, commessi nelle province di Bologna e di Ferrara, ed è  in attesa del processo per i crimini commessi in Spagna durante la fuga dalla Penisola. Igor Vaclavic, vero nome,Norbert Feher ha 40 anni, e stamani è tornato a far parlare di se, aggredendo cinque operatori ora ricoverati in ospedale per lesioni.
Sembra che  Igor avesse minacciato  gli agenti, dicendo loro che avrebbe fatto fuori chiunque fosse entrato nella sua cella.  E già nei giorni precedenti aveva intimato di uccidere chiunque fosse entrato nel suo modulo per trasferirlo a Zuera. Erano un pò di giorni che era su di giri, tanto da rifiutare  anche la visita del suo avvocato Juan Manuel Martín Calvente. Da  testimoni dell’accaduto,  Igor prima di aggredire, si era  protetto con un’armatura artigianale realizzata con maglioni, riviste e altro vestiario.

Il killer è un uomo sanguinario. È arrivato alle cronache per gli omicidi cruenti avvenuti in Italia in cui Igor Vaclavic ha ucciso il primo aprile 2017, durante un tentativo di rapina, il barista di Budrio (Bologna) Davide Fabbri e dopo soli sette giorni ha ucciso, in un agguato, la guardia volontaria Valerio Verri. Dopo aver vissuto alla macchia  per otto mesi è  stato arrestato il 15 dicembre nella zona di Teruel, in Aragona, dove trascorreva la latitanza e prima di essere preso ha ucciso ancora altre persone. Tre omicidi commessi il 14 dicembre. Il primo in un casolare a El Pentorillo dove assassinò a colpi di pistola due agenti della Guardia Civil, Vctor Romero e Victor Jess Caballero, e l’allevatore Jos Luis Iranzo. Un processo da cui scaturiscono ulteriori accuse su di lui, protagonista di altri due tentati omicidi il 5 dicembre, quando ha ferito in modo serio, sempre sparandogli, il proprietario di un’altra casa di campagna nelle vicinanze e un fabbro chiamato per aprire la serratura bloccata del capanno dove il latitante si stava nascondendo. Un trasformista, psicopatico, senza freni e senza timore di ammettere, durante un’udienza, di aver utilizzato 18 identità diverse in otto Paesi.