Il Congresso di Stato di San Marino ha reso noto i primi risultati di due studi avviati sul vaccino Sputnik V, ampiamente usato nel piccolo Paese, con l’Università di Bologna e l’istituto Spallanzani di Roma.

Come rileva l’agenzia di stampa AGI, il primo in collaborazione con l’Ateneo felsineo è stato dedicato al rilevamento delle reazioni avverse alla somministrazione che, finora, “possiamo dire siano praticamente pari a zero“.

Il secondo, ancora più importante, riguarda invece la valutazione, quantitativa e qualitativa, degli anticorpi sviluppati dal vaccino russo: “Lo studio è ancora in corso ma i dati finora rilevati mostrano un’efficacia del vaccino superiore a quella indicata negli studi finora pubblicati in riviste specialistiche come Lancet. Abbiamo un’efficacia vicina al 100%”. I membri del Congresso di Stato hanno definito “ottima” la collaborazione con il fondo russo Rdif e “vincente” la scelta di usare Sputnik V.

Scelta sanitaria e non geopolitica

Avvalersi del vaccino russo Sputnik V contro il Covid per San Marino è il frutto “di una scelta sanitaria e non geopolitica”. In conferenza stampa, i membri del Congresso di Stato del piccolo Paese da 30 mila abitanti hanno ribadito che “il prodotto aveva caratteristiche adatte al nostro sistema sanitario. Abbiamo contattato il fondo russo e valutato i dati che ci hanno fornito”.

Il vaccino, poi, “è stato vagliato dalla nostra struttura sanitaria e abbiamo deciso di usarlo. Non c’è un motivo geopolitico“. ​ San Marino ha ricordato di avere relazioni diplomatiche consolidate con quasi 150 Paesi nel mondo e di essere al lavoro  per ampliare questo numero. “La nostra politica estera si basa sulla neutralità”.

Turismo vaccinale

La Repubblica di San Marino avvierà una campagna di turismo vaccinale “che avrà un regolamento molto chiaro” e sarà realizzata “attraverso la somministrazione del vaccino russo Sputnik V dopo un monitoraggio dell’Istituto di sicurezza sociale”.

Il costo sarà di 50 euro per entrambe le dosi. Lo hanno affermato i membri del Congresso di Stato durante una conferenza stampa in cui sono stati illustrati i progressi di San Marino (34 mila abitanti) nella campagna vaccinale e nella lotta contro il Covid.

La somministrazione sarà legata al concetto di residenza e di soggiorno prolungato nella Repubblica del Titano ma ulteriori dettagli saranno rivelati più avanti. Con Roma ancora non c’è accordo specifico per cui gli italiani per ora restano esclusi dal programma.

Green pass e dati

Sul tema del “green pass” europeo, le autorità sanmarinesi hanno annunciato di aver avviato un dialogo con l’Unione europea insieme ad altri Stati enclave (Andorra, Città del Vaticano e Principato di Monaco) per “essere introdotti nel circuito dei certificati vaccinali”.

In questo momento a San Marino “non vi sono pazienti ospedalizzati e nell’arco di un paio di settimane il 60% dei residenti sarà totalmente immunizzato”. È stata infatti superata la soglia delle 36mila somministrazioni con le autorità sanitarie che si concentrano ora sui richiami e su trovare forme con la Repubblica italiana per vaccinare “i lavoratori frontalieri e gli studenti, circa il 20% del totale”. (Fonte Agi.it)

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