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Sono sette le persone di nazionalità cinese accusata dagli USA per un presunto cyberattacco nei confronti del Congresso e della Casa Bianca. Nello specifico, come riporta Tgcom24, nel mirino sarebbero finiti membri e funzionari delle due istituzioni. Gli attacchi farebbero riferimento ad un arco temporale di circa 15 anni, prendendo di mira milioni di account. Ad aggiungersi alle accuse ci sarebbe anche l’Inghilterra che sostiene attacchi anche nei confronti della Commissione elettorale britannica, iniziati nell’estate del 2021.

Non solo: pare che anche la Nuova Zelanda paventi la violazione del proprio sistema parlamentare a seguito di un cyberattacco condotto da un gruppo sostenuto dallo stesso governo cinese. Tuttavia, pare che l’attacco sia stato contenuto, come sottolinea il ministro neozelandese di Sicurezza e Intelligence. Sono dunque tre le nazioni a sostegno di una simile violazione, ma Pechino si oppone a queste accuse, definendole false e calunniose e invitando a cessare la divulgazione di simili informazioni dannose