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La tragedia che ha sconvolto Varese, con l’aggressione alla giovane Lavinia e l’omicidio del padre, ha portato alla luce una storia di terrore vissuta dalla famiglia Limido per più di un anno. Marta Criscuolo, vedova di Fabio Limido, ha testimoniato delle continue molestie subite dall’ex avvocato Marco Manfrinati, prima che la violenza culminasse nell’atroce attacco.

Gli episodi di stalking da parte di Manfrinati

La famiglia Limido era consapevole del pericolo rappresentato da Manfrinati, che si era reso protagonista di molteplici episodi di stalking nei loro confronti. La situazione era così insostenibile che, da oltre un anno, la famiglia era costretta a vivere nell’ombra, nascondendo la figlia per proteggerla. La signora Criscuolo ha raccontato di come la figlia sia dovuta fuggire, portando con sé anche il loro bambino, per salvarsi la vita lo scorso 2 luglio.

Le parole della signora Criscuolo non fanno che evidenziare la pervasività delle molestie: dalla necessità di nascondersi fuori provincia, al ricorso persino ad una parrucca per non essere riconosciuti. Il gesto eroico del padre di Lavinia, intervenuto per difenderla come ha sempre fatto con la sua famiglia, ci ricorda di quanto sia stato difficile per la famiglia Limido affrontare questa situazione.

L’ultima aggressione culminata con l’omicidio del signor Limido non era un caso isolato

L’aggressione recente non è stata un episodio isolato: Manfrinati è attualmente sotto processo per stalking nei confronti di Lavinia e di sua madre, con un’udienza prevista per il 5 giugno. Le molteplici denunce presentate dalla famiglia Limido, compresa una a Busto Arsizio, testimoniano la costante minaccia che hanno dovuto affrontare. Dal taglio delle gomme delle auto ai danni alla proprietà, le azioni di Manfrinati hanno lasciato un segno indelebile sulla famiglia.

La perizia psichiatrica su Manfrinati

Nonostante le prove schiaccianti delle molestie, è preoccupante vedere come una consulenza psichiatrica abbia minimizzato il pericolo rappresentato da Manfrinati, descrivendolo come socialmente ben integrato. Questo dimostra l’urgente necessità di rivedere le politiche e le pratiche in materia di stalking e violenza domestica, per garantire una maggiore protezione alle vittime e una maggiore responsabilizzazione per gli aggressori.

La testimonianza coraggiosa di Marta Criscuolo è un grido di dolore che non possiamo ignorare. La storia della famiglia Limido ci ricorda che la violenza domestica e lo stalking sono problemi reali e urgenti che richiedono azioni concrete e immediate da parte della società e delle istituzioni.

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