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Questa mattina a Viterbo è stato arrestato dai carabinieri il boss della mafia turca Baris Boyun insieme ad altre diciotto persone residenti in Italia, Svizzera, Germania e Turchia. Il leader dell’organizzazione criminale era già stato tratto in arresto una prima volta nel 2022 e stava scontando gli arresti domiciliari nel capoluogo della provincia laziale. Dalla sua abitazione di Viterbo Boyun organizzava attentati in patria, ed era considerato da Ankara l’uomo più ricercato con le accuse di banda armata, terrorismo e omicidi. Le operazioni sono state condotte dalla sezione antimafia della Procura di Milano e, il boss trentanovenne, è stato intercettato dalle cimici presenti in casa e dal microfono inserito nel braccialetto elettronico.

La richiesta di estradizione

Il presidente turco Erdogan aveva chiesto alla Premier Giorgia Meloni, nel corso della sua visita in Turchia, l’estradizione di Boyun. Tuttavia il procedimento è stato negato dalla Cassazione e dalla Corte d’Appello di Bologna per motivi umanitari, in quanto il capo dell’organizzazione criminale turca essendo di origine curda rischiava di essere torturato.