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Segnato il punto della vittoria per l’Appia Antica e il Ministro Dario Franceschini.

Dopo anni di trattative il Mausoleo di Sant’Urbano, monumento del IV secolo d.C. è divenuto ora di patrimonio dello Stato e consegnato seduta stante al parco archeologico dell’Appia Antica, fondazione romana gestita dal Ministero dei beni culturali e del turismo.

L’edificio, conosciuto solo da alcune foto della collezione dei fratelli Alinari, rigorosamente in bianco e nero, si trova immerso tra altre meraviglie all’altezza IV miglio della strada consolare, a circa venti minuti a piedi dal più famoso Mausoleo di Cecilia Metella e a pochi altri minuti dal complesso di Villa dei Quintili.

Punto strategico per la visita di tutto il parco, il sito apre alle visite dopo aver subito in questi anni una quantità di abusi a danno dei beni culturali che erano sempre rimasti impuniti: durante il suo abbandono è stato utilizzato come punto di ristoro per le bravate.

Un po’ di storia

Il mausoleo si trova all’interno di una ex proprietà, quella dei Lugari. Durante alcuni scavi dell’ufficio tecnico degli scavi dell’antichità, sotto l’occhio vigile di Rodolfo Lanciani, risalenti alla fine dell’Ottocento, sono stati rinvenuti alcuni resti di una villa.

I resti sono attribuiti alla Domus Marmeniae, della matrona romana Marmenia, convertita al cristianesimo.

Per suo volere il mausoleo accolse le spoglie di Sant’Urbano, vescovo e martire, che erano prima custodite nelle Catacombe di Pretestato, per potergli offrire una sepoltura più dignitosa.

Alla morte della matrona la Domus è passata alla Chiesa che ne ha fatto un cimitero per cristiani fino alle invasioni dei Goti; sul sito sono ancora presenti frammenti di sarcofaghi.

Si hanno notizie del primo proprietario nel 1870 con il principe Alessandro Torlonia che vende parte della proprietà nel 1879 ai fratelli Lugari.

Nel 1981 gli eredi Lugari vendono il sepolcro all’avvocato Anzalone ed è stata proprio la sua vedova, la signora Gigantino, a concludere la trattativa con lo Stato essendo l’unica erede.

Il direttore del Parco

Il direttore del Parco dell’Appia Antica, Simone Quilici, ci svela i progetti che la fondazione ha per il mausoleo: dopo interventi di bonifica del verde circostante, per la salute e solidità di alcuni alberi circostanti e per ragioni ovvie di sicurezza, sarà ripristinato l’ingresso dalla consolare Appia Antica dove è ancora presente un tratto di basolato originale della via d’accesso.

Dopo i primi interventi per la messa in sicurezza delle strutture elevate del mausoleo si riprenderanno gli scavi attigui, fermi agli anni settanta, ma l’idea è quella di farli in cantiere aperto coinvolgendo i cittadini, seguendo la più attuale visione di archeologia pubblica.

Questa importante acquisizione fa parte di un grande progetto “Appia Regina Viarum” che ha lo scopo di consolidare l’offerta culturale e potenziare il turismo, tutelando e valorizzando tutto il grande patrimonio culturale con particolare considerazione alla rete di Musei italiani.

Il progetto è inserito nell’idea del museo diffuso che sottolinea l’importanza del cammino coinvolgendo tutte le terre attraversate dalla strada consolare.

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