Caos alla Biennale di Venezia, si dimette la giuria internazionale
La Biennale di Venezia attraversa una fase delicata a pochi giorni dall’apertura della 61ª Esposizione Internazionale d’Arte, intitolata In Minor Keys e in programma dal 9 maggio al 22 novembre 2026. Il 30 aprile sono arrivate le dimissioni della Giuria internazionale, composta da Solange Farkas, presidente, Zoe Butt, Elvira Dyangani Ose, Marta Kuzma e Giovanna Zapperi.
La decisione arriva in un clima già segnato da tensioni culturali e diplomatiche. Al centro del confronto ci sono le scelte legate alla partecipazione di Russia e Israele e alla possibilità di assegnare riconoscimenti agli artisti collegati ai due Paesi. La vicenda ha assunto rapidamente una dimensione internazionale, coinvolgendo il dibattito sul ruolo delle istituzioni culturali nei contesti segnati da guerre, crisi umanitarie e pressioni politiche.
La Biennale ha preso atto delle dimissioni e ha introdotto una nuova formula per l’edizione 2026. Al posto del tradizionale sistema di premi assegnati dalla giuria, sono stati istituiti due Leoni dei Visitatori. La cerimonia di premiazione è prevista per il 22 novembre 2026, giorno conclusivo della manifestazione.
Il caso rappresenta uno dei passaggi più complessi nella storia recente della Biennale di Venezia, istituzione centrale per l’arte contemporanea internazionale. La vicenda conferma quanto il mondo della cultura sia oggi attraversato da questioni che superano il solo ambito artistico e toccano diplomazia, reputazione pubblica e responsabilità istituzionale.
L’edizione 2026 proseguirà secondo il calendario previsto, ma il confronto aperto dalle dimissioni della giuria segna un momento di forte attenzione per Venezia e per l’intero sistema culturale europeo.

